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Il lago delle oche selvatiche - Nan Fang Che Zhan De Ju Hui

FILM / FOCUS CINEMA



March 04, 2020 5:00 PM—7:00 PM

(Cina, 2019; 113'; v.o. sott.it e vers.it) di Yinan Diao, con Hugh Hu, Lun-Mei Kwei, Liao Fan, Regina Wan

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Zhou esce dal carcere e finisce immediatamente in una violenta contesa tra gang, che si conclude con l'uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, è costretto a fidarsi di una prostituta, Liu, forse innamorata di lui. 

 

"Opera seconda di un regista già vincitore di un Orso d'oro a Berlino e accreditato dai più come l'autore cinese su cui puntare per il futuro, Il lago delle oche selvatiche - titolo internazionale di un film che in originale è più o meno traducibile come "Appuntamento in una stazione del Sud" - conferma a più riprese come le speranze su Diao Yinan siano state ben riposte e come il suo stile sia già definito e maturo." (Emanuele Sacchi, mymovies.it)

"Dopo Fuochi d’artificio in pieno giorno il regista cinese Diao Yinan torna alle tematiche di genere a lui care attraversate però da una sofisticata atmosfera di contemplazione esistenziale (i riferimenti al cinema di Jia Zhang-ke e Wong Kar-wai sono sin troppo evidenti con suggestioni visive palesi) in un ibrido di indubbio fascino. È un film caotico e notturno questo Il lago delle oche selvatiche, dominato dalle geometrie visive dei lunghissimi inseguimenti e dalle coreografie rituali degli scontri tra bande, alternate a momenti di dilatazione temporale e contemplazione degli spazi vuoti come unica interfaccia emotiva (c’è ancora bisogno di ricordare l’influenza di Antonioni su molto cinema cinese della sesta generazione?).

 

 

Insomma è un cinema molto colto e consapevole quello di Diao Yinan, un regista che utilizza ancora una volta i segni del noir (dai classici di John Huston e Howard Hawks sino alle riscritture honkonghesi anni novanta) in una riflessione tutta personale sul caos della contemporaneità: il montaggio è per buona parte scandito dai media e dalle videocamere di controllo che braccano Zhao e tentano di anticiparne i movimenti. (...) Rispetto a Fuochi d’artificio in pieno giorno la regia di Diao Yinan si fa qui più manierata e autocompiaciuta, è vero, con la ricerca ossessiva della bella inquadratura come rischio sempre dietro l’angolo. Eppure, nonostante i suoi limiti, il film conserva uno strano fascino malato: intere sequenze costruite su ombre e corpi sudati che s’incontrano, con la pioggia ipnotica che attraversa le superfici riflettenti e materializza fantasmi espressionisti sotto forma di gangster armati o femme fatate amate. Per poi ritrovarsi incastrati in una definitiva scelta morale da compiere… o forse già compiuta." (Pietro Masciullo, sentieriselvaggi.it)

 

 

Quando

giovedì 27 febbraio, ore 18.15 - vers.it

venerdì 28 febbraio, ore 21.15 - v.o. sott.it

sabato 29 febbraio, ore 21.15 - vers.it

domenica 1 marzo, ore 18.45 - vers.it

mercoledì 4 marzo, ore 17.30 - v.o. sott.it

 

Ingresso

intero 7 euro
ridotto 5 euro

 

Per informazioni sulla sala cinema , biglietti e prenotazioni


Focus Cinema


Where
Cinema - Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Viale della Repubblica, 277, 59100 Prato PO, Italia




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