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Zero in condotta | À propos de Nice | La natation par Jean Taris, Champion de France

 

FILM / IL CINEMA RITROVATO



January 23—24, 2018

di Jean Vigo

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Zero in condotta - Zéro de conduite 

di Jean Vigo; (Fra, 1933; 44'; vers. restaurata orig.sott.)

Zero in condotta narra la vita di alcuni studenti in un collegio, privati della libertà creativa dell'infanzia e sottomessi alle rigide regole dei sorveglianti adulti 'Bec-de-gaz' e 'Pète-sec'. I sorveglianti sono a proprio agio solo all'interno del collegio, dove tutto è fissato in regole ben precise, mentre per i ragazzi la libertà è fuori. Quattro di loro, dopo essere stati puniti con uno 'zero' in condotta per la loro vivacità, proveranno a ribellarsi, grazie anche all'aiuto del nuovo sorvegliante Huguet, molto più vicino ai propositi giovanili che alla rigidità delle istituzioni. Il culmine dell'incomunicabilità fra adulti e ragazzi si avrà però il giorno della festa del collegio: davanti alle massime autorità sul palco, con in prima fila il governatore e il direttore del collegio, i collegiali in rivolta rovineranno la festa dei notabili, costretti a scappare e rifugiarsi al chiuso, mentre loro volteggiano finalmente liberi.

 

Ogni scena del film sembra evocare un mondo che gli adulti non ricordano più: un volo di piume, uno scambio di cioccolata per firmare un patto, un cadavere magicamente risorto, una guerra di fagioli, una mappa per fuggire, una bandiera per sognare... Massacrato dalla censura dell'epoca, il piccolo poema sulla memoria, di ispirazione autobiografica, dell'allora ventottenne Vigo, costituisce un irriverente apologo sulla contrapposizione tra la rivolta anarchica dell'infanzia e l'ordine borghese del mondo adulto. Un film "maledetto" che ha trovato negli anni successivi numerosi seguaci e imitatori.

 

 


 

A proposito di Nizza - À propos de Nice 

di Jean Vigo; (Fra, 1930; 25'; vers. restaurata con didascalie italiane)

L’intera opera di Jean Vigo, mitico enfant prodige del cinema, raggiunge una durata complessiva di 200 minuti scarsi. Il suo audace film d’esordio, À propos de Nice, un documentario muto di 25 minuti, presenta già tutta l’energia e l’abilità di un autore di grande talento. Ma À propos de Nice va ben oltre la mera curiosità biografica; si tratta infatti di uno degli ultimi exploit dell’avant-garde francese e uno dei migliori esempi in assoluto della commistione di nuovi impulsi sociali e formali che caratterizzò quel fecondo periodo della storia del cinema.

 

Confinato a Nizza per curarsi dalla tubercolosi che in pochi anni avrebbe ucciso lui e la moglie “Lydu” [Elisabeth Lazinska, sua importante collaboratrice], Vigo iniziò a lavorare come assistente operatore per una piccola società di produzione locale (...) A Parigi, dove nell'estate del 1929 frequenta assiduamente i cineclub Vieux Colombier e Studio des Ursulines, incontra Boris Kaufman, già affermato cameraman nella tradizione del cine-occhio, che accoglie con entusiasmo la sua proposta di girare un film sulla città di Nizza. (...)

 

Quello che interessava a Vigo era cogliere la noia delle classi privilegiate sulle spiagge o nei casinò della Promenade, da contrapporre alla strenua lotta per la vita che si combatteva nelle strade cittadine più povere e meno frequentate. La chiarezza lineare dello script venne tuttavia abbandonata. (...) Vigo e Kaufman si concentrarono più sulla forza espressiva delle singole immagini che su una continuità narrativa dal disegno compiuto. Perché, come esemplificò Kaufman “è proprio nella fase di montaggio che si produce il senso a ridosso dei legamenti delle immagini”. Immagini la cui potenza espressiva deriva essenzialmente da due fattori: la loro immediatezza iconografica come documento sociale e la ricercata qualità fotografica (peraltro priva di artificiosità) della loro composizione.  E la logica che governa questi due elementi così come ci appaiono nel montaggio finale è quella del contrasto: hotel di lusso, donne oziose, ricchi turisti ed eleganti tavoli di roulette alternati a immagini di caseggiati popolari, bambini decrepiti, spazzatura e forme locali di gioco d’azzardo clandestino. Nella sequenza del carnevale che conclude il film, l’esuberante energia proletaria che sbuca dal ventre cittadino e si riversa nelle strade dei ricchi drammatizza un conflitto che la geografia non può più nascondere. (...)

 

Affascinati dal surrealismo (alla ‘prima’ del film, Vigo rese omaggio a Luis Buñuel) i due cineasti ricorrono a stacchi di montaggio molto audaci, affiancando immagini simboliche di ciminiere a cimiteri barocchi. Dato che, come dichiarerà lo stesso Vigo, “il suo film doveva serbare un punto di vista documentario”, per cogliere l’aspetto reale delle cose si dovette ricorrere al camuffamento della cinepresa (Kaufman, seduto su una sedia a rotelle, venne spinto lungo la Promenade con la cinepresa in azione nascosta sotto una coperta); e le immagini catturate venivano poi montate seguendo le linee teoriche del loro progetto. À propos de Nice è un film caotico. Pieno di sperimentalismi, e con qualche ripresa abbastanza maldestra, lascia tuttavia filtrare l’energia dei suoi autori e riesce a far risaltare chiaro e forte il suo messaggio sociale. La città si fonda sull’indolenza e sul gioco d’azzardo e in definitiva sulla morte, come annuncia il suo folle cimitero. Ma al contempo, dai suoi bassifondi popolari emerge una forte carica erotica, la forza della vita in fermento che trasuda dai vicoli fatiscenti e maleodoranti, e che Vigo usa come elemento trainante del suo film. (...) I critici che assistettero alla première del film nel giugno del 1930 ne rimasero molto colpiti e il talento di Vigo ottenne un immediato riconoscimento. Il film ebbe però scarsa distribuzione; l’era del muto, anche per i film sperimentali come questo, stava tramontando. Che peccato! Qualsiasi regista odierno, uomo o donna, dovrebbe iniziare la propria carriera sull’esempio di Vigo: con dedizione, spirito d’indipendenza e un’irresistibile voglia di sperimentazione. (Dudley Andrews, “À propos de Nice”, in International Dictionary of Film and Filmakers, St. James Press, 2000)

 

 


 

La natation par Jean Taris, champion de France

di Jean Vigo; (Fra, 1931; 9'; vers. restaurata orig.sott.)

 

Su commissione della Gaumont-Franco Film-Aubert, Vigo gira un breve documentario dedicato a Jean Taris, campione di nuoto francese, all'epoca molto popolare. Quello che avrebbe dovuto essere un semplice cortometraggio didattico, volto a illustrare le tecniche del nuotatore, nelle mani di Vigo si trasforma in un eccezionale esperimento figurativo, che sfrutta appieno tutte le possibilità espressive dell'acqua e del movimento corporeo. Anche grazie alla perizia tecnica di Kaufman e alle innovative riprese subacquee, infatti, Vigo riesce a imporre a un soggetto apparentemente banale tutta la sua carica visionaria, facendo le prove della più celebre sequenza de L'Atalante, quella in cui il protagonista si immerge nel canale alla ricerca del volto della donna amata.

 

Quando

martedì 23 gennaio ore 21.30

mercoledì 24 gennaio ore 18.30

 

Ingresso

Intero € 6

Ridotto € 4,50

 

"Tutto Vigo" € 6 intera giornata; spettacolo singolo € 4,50

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti


Il Cinema ritrovato


Where
Cinema - Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Viale della Repubblica, 277, 59100 Prato PO, Italia


Quando

martedì 23 gennaio ore 21.30

mercoledì 24 gennaio ore 18.30

 

Ingresso

Intero € 6

Ridotto € 4,50

 

"Tutto Vigo" € 6 intera giornata; spettacolo singolo € 4,50

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti

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