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Jacopo Benassi. Void | Shortcuts

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Curated by Elena Magini

September, 9 – November, 1 2020

 

Twenty-five years of photography at the Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci in Prato in the first solo museum exhibition dedicated to Jacopo Benassi: with the exhibition Void, curated by Elena Maginifrom 8 September to 1 November 2020 the Prato museum will display the powerful, highly personal and mediation-free work of the photographer from La Spezia.

 

From the artist's study partly recreated inside the exhibition to the rooms of Centro Pecci, the exhibition project develops in a dilated spatiality that displays some of the series and most significant works by the artist, also spilling over into the city spaces where the exhibition is announced by a site-specific billboard project.

 

His first photograph shows a punk group in a community centre: from the late Eighties Jacopo Benassi was shaped by the underground culture of La Spezia, over time developing a distinct style marked by a lack of depth of field and flash; photography that was raw and true, despite the almost complete lack of real light: a forced act, an event created by the artist in which the perfect shot does not exist.

 

Benassi's subjects are highly disparate, ranging from the humanity that inhabits the underground and international music scene (starting with the experience of the Btomic club, managed by the photographer himself with some friends) to portraits of models, actresses, artists and designers published in the most important Italian magazines, and the investigation of the body, which varies from his autobiographic documentation of sexual encounters to an intense look at ancient statuary which can be considered the “common thread” of his gargantuan output.

The self portrait occupies a special place in Benassi’s work, often linked to his performative path: his experimentation with performance, his or that of others, is constantly linked to music and is always mediated by the photographic image, the subject and object of his research.

 

The exhibition also includes unpublished works linked to Benassi’s interest in publishing and book production; a forthcoming editorial work gave rise to the series The Belt, a project on the industrial district of Prato in collaboration with Archivio Manteco, which in addition to being exhibited will be the focus of the public billboards in the city in the days leading up to the exhibition.

With The Belt, from 31 August, the images, tools and men and women who will bring Prato’s textile district to life become the subjects of the images displayed on the large advertising boards at various point of the city. The choice to preview the exhibition with a work focused on Prato and its factories follows the Centro Pecci's interest in a more dynamic relationship with the community, capable of bringing the museum outside the bounds of its walls.

 

The title of the exhibition – Void – refers to the author's specific feeling about his production: an “emptying” intended as a path of public self-exposure.

In this exhibition the photographer gives himself entirely to the viewer, handing over his studio, tools, the creative landscape that accompanies him in the gestation of his work, and the set of shots that gave rise to a twenty-year investigation into issues of identity, the night, and work.

This is an act of opening up to the outside, which represents a point zero in the artist's career and, on the other hand, a possible rebirth.

 

Thanks to the Francesca Minini gallery and Archivio Manteco for helping to organise the exhibition.







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Ren Hang. Nudi | Shortcuts

REN HANG. NUDI

a cura di Cristiana Perrella
 4 giugno – 23 agosto 2020

 

Esplicito ma anche poetico, il lavoro dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987– 2017) è esposto per la prima volta in Italia con una selezione di 90 fotografie, accompagnate da un portfolio che documenta il backstage di uno shooting di Ren Hang nel Wienerwald nel 2015 e  un’ampia sezione di libri rari sul suo lavoro.

Ren Hang è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle.

Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo pure, permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche. I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).

 

Quando

04.06.2020 — prorogata fino al 30 agosto 2020
Foto in copertina: Ren Hang, Untitled, 2015. Courtesy OstLicht Gallery e Ren Hang Estate

 

Sky Arte è Media Partner della mostra Ren Hang. Nudi


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Dalla Caverna alla Luna

Due percorsi espositivi, articolati fra l'ala grande del nuovo e metà del vecchio edificio museale, suddivisi in otto sezioni collegate dialogicamente con spettacolari evidenze, attraverso relazioni inedite e raffronti originali fra le opere che inglobano oppure evitano di volta in volta combinazioni filologiche per generi artistici, gruppi stilistici o cronologia storica, raccontano una prima parte del patrimonio d'arte contemporanea raccolto negli ultimi tre decenni dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, finalmente presentata al pubblico. Il pubblico potrà entrare dentro la collezione del Centro Pecci per farsi stimolare dall'incontro con le opere o lasciarsi coinvolgere dalle combinazioni proposte, in una visita d'arte ricca di suggestioni e rivelazioni. L'esposizione si sviluppa fra il tempo ancestrale evocato dalla leggendaria Caverna dell'antimateria di Pinot Gallizio e lo spazio cosmico anticipato dalla Luna di Fabio Mauri, passando per la proliferazione energetica emersa ne La spirale appare di Mario Merz, l'habitat futuribile della Supersuperficie immaginata dal Superstudio, l'integrazione fra arte e architettura sperimentata nell'Intercamera plastica di Paolo Scheggi.

 

Artisti: Vito Acconci, Vahram Aghasyan, Archizoom Associati, Marco Bagnoli, Pier Paolo Calzolari, Paolo Canevari, Loris Cecchini, Marcos Chaves, Giuseppe Chiari, Fabrizio Corneli, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Ulan Djaparov, VALIE EXPORT, Jan Fabre, Factory of Found Clothes, Sylvie Fleury, Michael Fliri, Lucio Fontana, Pinot Gallizio, Rainer Ganahl, Marco Gastini, Nan Goldin, Franco Grignani, Pietro Grossi, Shirazeh Houshiary, Ilya Kabakov, Anish Kapoor, Dani Karavan, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Sol LeWitt, Francesco Lo Savio, Amedeo Martegani, Fabio Mauri, Mario Merz, Robert Morris, Maria Mulas, Ugo Mulas, Bruno Munari, Marco Neri, Lamberto Pignotti, Michelangelo Pistoletto, Chris Sacker, Remo Salvadori, Paolo Scheggi, Julian Schnabel, Keith Sonnier, Esther Stocker, Superstudio, David Tremlett, UFO, JCJ Vanderheyden, Luigi Veronesi, Massimo Vitali, Andy Warhol, Erwin Wurm, Gilberto Zorio. Progetti speciali di Carlos Garaicoa, Henrique Oliveira (from the exhibition The End of the World) Curatore della mostra: Stefano Pezzato


see also
EXHIBITIONS
September 08—November 29, 2020
Jacopo Benassi. Void