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Bauhaus Spirit - 100 anni di Bauhaus

FILM



9—14 aprile 2019

 (Ger, 2018; 95'; vers.it) di Niels Bolbrinker, Thomas Tielsch, con Torsten Blume, Rosan Bosch, Alfredo Brillembourg

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informazioni

100 anni fa nasceva un’utopia artistica radicale, il Bauhaus, una delle scuole architettoniche più influenti del nostro secolo che continua ad essere un modello di stile del nostro tempo. Si successero all'insegnamento delle arti Gropius e Weimar, Klee e Kandinsky, Brandt e molti altri illustri nomi che fecero di Bauhaus il punto di riferimento dell’arte e del design moderno.

Nel film giovani architetti, insegnanti scolastici, designer, sociologi riflettono sulla loro esperienza Bauhaus e sull'influenza che questa ha avuto ed ha nel nostro modo di concepire l’arte, la musica il design oltre ovviamente l’architettura.

La sintesi di libera immaginazione e rigida struttura, arricchimento e semplificazione, luce e chiarezza, trasformarono la Bauhaus in un contributo significativo alle nostre vite su scala cosmopolita. La vera misura della sua influenza non è solo quanto è diventato familiare, ma come modella ancora oggi la nostra società.

 

"Quando si cita il termine Bauhaus oggi significa rimandare immediatamente a uno stile e a un determinato modo di vivere. A inizio del XX secolo il Bauhaus nasceva come scuola e luogo sperimentale dove intellettuali, architetti, designer, artisti e creativi del periodo si erano riuniti per dare inizio a nuove regole di vita, più libere e a misura d’uomo. Il documentario firmato dai registi tedeschi Bolbrinker e Tielsch è un racconto per appassionati che procede in parallelo tra passato e presente, partendo dalla fondazione dell’innovativa scuola, la Staatlitches Bauhaus, ideata da Walter Gropius a Weimar nel 1919, spaziando per realtà simili, ma esteticamente molto diverse per impatto e regime urbano, come il compendio della “Cité Radieuse” di Marsiglia firmata da Le Corbusier, fino ad arrivare in Colombia, al barrio Picacho di Medellín, per ritornare poi ancora a Gropius e ai suoi collaboratori, anche quelli che oggi proseguono le teorie del maestro, come Steven Kobatz, teorico del Bauhaus dal 1989.

Gesti, balletti, racconti teorici o personali sui cambiamenti di un territorio si fondono nel film in maniera frammentaria, mescolandosi con narrazioni di nuove tecnologie e progetti utopici.

 

“Come si costruisce un nuovo mondo?”. Questo è l’interrogativo da cui partono gruppi e architetti di stampo situazionista che sviluppano progetti per cambiare il modo di vivere in meglio. Utopie e rivelazioni che, partendo dai concetti di abitazione, di vivibilità urbana e di un’ideale d’uguaglianza sociale (ed economica), creano progetti in parti del mondo diverse – dal nord Europa, dove anche le scuole incrementano da subito una libertà nell’uso degli spazi, attraverso l’abolizione, ad esempio, di muri e classi chiuse, fino al Sud America – per migliorarne i contesti umani. 

È da qui che il duo svizzero di architetti, gli Urban Think Tank, trae spunto per la propria ricerca finalizzata a costruire una palestra verticale nelle favelas colombiane, ottimizzando spazi e materiali di recupero per creare un luogo di incontro per chi non ce l’ha. I risultati? A volte ci sono: calo della criminalità, aggregazione comunitaria. Altre volte per la maggior parte sfociano in grandi flop abbandonati, come accade con lo spaventoso – per grandezza e fattezze – nucleo di edifici abitativi della banlieue parigina de “La Grande Borne”, oggi abbandonata ai suoi abitanti.

Così la scuola del Bauhaus, tanto amata dai pensatori e intellettuali del tempo che si muovevano tra i bei murali e costumi di Oskar Schlemmer, i balletti di Stravinsky e le lezioni di Kandinski, Klee e, successivamente, Albers, dopo essersi trasferita, a causa della guerra, a Dessau, poi Berlino fino a strabordare negli Stati Uniti grazie a Mies Van Der Rohe, viene additata come “fricchettona” e troppo innovativa per i tempi. Ma quell’energia, quei talenti e quel pensiero utopistico del cambiare le cose sopravvivono ancora oggi in diverse discipline. Questo insegna la scuola del Bauhaus, frequentata da studiosi e addetti ai lavori perché: “se vuoi realizzare una visione, hai bisogno di visionari”. E grazie a questi visionari si può costruire un nuovo presente." (Rossella Farinotti, mymovies.it)

 

Quando

martedì 9 aprile ore 21.15 - vers.it

mercoledì 10 aprile ore 18.30 - vers.it

 

Repliche

venerdì 12 aprile  ore 18.30 - vers.it

sabato 13 aprile ore 11.00 - vers.it e ore 16.15 - vers.it

domenica 14 aprile ore 21.15 - vers.it

 

Biglietti
Intero 6 euro
Ridotto 4,50 euro

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti




Quando

martedì 9 aprile ore 21.15 - vers.it

mercoledì 10 aprile ore 18.30 - vers.it

 

 

Repliche

venerdì 12 aprile  ore 18.30 - vers.it

sabato 13 aprile ore 11.00 - vers.it e ore 16.15 - vers.it

domenica 14 aprile ore 21.15 - vers.it

 

Biglietti
Intero 6 euro
Ridotto 4,50 euro

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti



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