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Belle Dormant - Bella Addormentata

CINEFORUM



21 dicembre 2017— 3 gennaio 2018

di Ado Arrieta; (Fra, 2016;  82'; vers. orig. sott.)

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informazioni

 

"Nuovo film del regista "cult" Adolfo Arrieta, dopo sette anni di silenzio, Belle Dormant rappresenta l'eccezione alla regola in un'offerta natalizia abbondante quanto povera di novità. Proprio per questo gli tocca un'uscita limitata; in qualche caso bisognerà avere la pazienza di cercarselo, ma si verrà premiati. Il film è un adattamento della fiaba di Perrault e dei Grimm, con in più tutto l'immaginario sedimentato attraverso altre cento rielaborazioni. Egon, viziato principe ereditario di Letonia, passa le notti a suonare la batteria e non pensa che a una cosa: entrare nel regno di Kentz, dove si narra che, all'interno di una foresta impenetrabile, dorma da cent'anni una bella principessa oggetto del sortilegio di una cattiva fata. E' convinto che solo il suo bacio potrà risvegliarla. Con l'aiuto di una fata buona, Maggie Jerkins, archeologa dell'Unesco, ci riesce. E, come arriva, comincia a fare foto con lo smartphone.

 

A prima vista l'idea può non sembrare nuova: quante storie archetipiche sono state "attualizzate" variandone l'epoca e le relative tecnologie? Però il settantacinquenne regista spagnolo, attivo in Francia dove riparò ai tempi del franchismo e influenzato dal surrealismo di Buñuel e Cocteau, fa una cosa molto più intelligente. Collocando il sonno centenario della principessa Rosemunde tra il 1900, anno dell'Expo Internazionale di Parigi, e il 2000, mette a confronto due mondi mostrandoci gli effetti di una mutazione epocale che sembra distanziarli di anni-luce. Quindi smarphone, elicotteri e computer, lungi dall'essere semplici oggetti scenici, rappresentano in concreto l'invasione delle fiabe da parte della modernità.

 

Ma è in grado di resistere, l'universo fiabesco, a questa intrusione violenta? Sì, sembra proprio che l'anziano signore creda ancora alle fiabe. Il fascino del suo film bello ed eccentrico risiede, soprattutto, nella volontà di flirtare col classicismo della fiaba arcinota (che anche un bambino potrebbe apprezzare) insinuando nei dettagli il "diavolo" di una rilettura inedita e assolutamente personale. Per il resto, mette in scena il regno della Bella Addormentata come un antico quadro fiammingo, immutato per colori e luminosità; e così, nella nostra epoca incredula, ci dimostra che i miti atemporali sono duri ad arrendersi. I segni della modernità hanno un bel dilagare ovunque; la fiaba ha il dono magico di poter attraversare tutti i tempi senza farsene stravolgere, mantenendo inalterate le sue funzioni narrative, i suoi buoni e i suoi cattivi, il suo valore pedagogico". (Roberto Nepoti, 'La Repubblica')

 

Quando

giovedì 21 dicembre ore 21.15

venerdì 22 dicembre ore 21.15

sabato 23  dicembre ore 21.15

domenica 24 dicembre ore 16.00

lunedì 25 dicembre ore 18.30

martedì 26 dicembre ore 16.30

mercoledì 27 dicembre ore 21.15

giovedì 28 dicembre ore 18.30

venerdì 29 dicembre ore 21.15

sabato 30 dicembre ore 18.00

domenica 31 dicembre ore 16.00

lunedì 1° gennaio ore 16.30

mercoledì 3 gennaio ore 18.30

 

Ingresso

Intero € 6

Ridotto € 4,50




Dove
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Viale della Repubblica, 277, Prato


uando

giovedì 21 dicembre ore 21.15

venerdì 22 dicembre ore 21.15

sabato 23  dicembre ore 21.15

domenica 24 dicembre ore 16.00

lunedì 25 dicembre ore 18.30

martedì 26 dicembre ore 16.30

mercoledì 27 dicembre ore 21.15

giovedì 28 dicembre ore 18.30

venerdì 29 dicembre ore 21.15

sabato 30 dicembre ore 18.00

domenica 31 dicembre ore 16.00

lunedì 1° gennaio ore 16.30

mercoledì 3 gennaio ore 18.30

 

Ingresso

Intero € 6

Ridotto € 4,50



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