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Codice colore: opere dalla collezione di Alessandro Grassi

Dal 7 settembre al 2 dicembre 2018

MOSTRE



7 settembre— 2 dicembre 2018

Opere di
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informazioni

In mostra al Centro Pecci di Prato dal 7 settembre al 2 dicembre 2018

 

In concomitanza con il trentesimo anniversario della sua apertura (1988-2018), il Centro Pecci organizza la mostra Codice Colore: opere dalla collezione di Alessandro Grassi  intesa a ricordare, attraverso la sua grande passione per l’arte, questo industriale nato a Prato, affermatosi a Milano con un’azienda di inchiostri tipografici, e scomparso in Toscana nel 2009 all'età di 67 anni. Considerato fra i più significativi collezionisti italiani, Grassi è stato uno dei primi sostenitori della Transavanguardia, e convinto fautore della pittura postmoderna e della fotografia di area europea e americana.

 

La mostra, curata da Stefano Pezzato, è incentrata sulle opere provenienti dalla collezione di Alessandro Grassi oggi in comodato al Centro Pecci, ma comprende anche prestiti da musei e privati per delineare un percorso significativo seppure sintetico all'interno di una collezione che si stima abbia raccolto fino a 700 opere di oltre 280 artisti, fra le quali un centinaio di carattere fotografico, nell'arco di tre decenni. L'allestimento nell'ala sud del nuovo edificio del Centro Pecci propone alcuni fra i maggiori nuclei della raccolta, rispecchiando interessi e criteri del collezionista, e soprattutto evidenziandone la predilezione per il colore declinato attraverso l’uso della pittura e della fotografia.

 

L'esposizione sarà seguita dalla pubblicazione di un catalogo che ripercorrerà la vicenda collezionistica di Alessandro Grassi, anche attraverso testimonianze di critici, direttori di museo, galleristi e artisti.

 

Il comodato a lungo termine di opere della collezione di Alessandro Grassi è stato ricevuto dal Centro Pecci di Prato nel 2015 e comprende un corpus di 35 opere e un portfolio di 12 fotografie di Andy Warhol che vanno a integrare la collezione del museo soprattutto nel nucleo di ricerche artistiche sviluppate fra gli anni Ottanta e Novanta, periodo nel quale il Centro Pecci ha avviato le proprie attività e ha iniziato la raccolta del suo patrimonio permanente, costituito al momento da oltre mille opere realizzate negli ultimi cinquant'anni.

 

Tra le opere della collezione di Alessandro Grassi affidate al Pecci vi sono il grande arazzo realizzato a quattro mani da Alighiero Boetti Mimmo Paladino, lavori degli esponenti della Transavanguardia come Sandro ChiaFrancesco ClementeEnzo CucchiMimmo Paladino, come pure degli americani Alex KatzDavid SalleJulian Schnabel; inoltre dipinti di Gino De Dominicis,Luigi OntaniSalvoMario Schifano, una piccola scultura del tedesco Markus Lüpertz, opere concettuali degli americani Neil Jenney e Joseph Kosuth, insieme a una celebre Jacqueline di Andy Warhol. Sempre di Warhol, un portfolio di 12 fotografie in bianco e nero introduce alla parte fotografica del comodato, che comprende opere di William EgglestonStephen ShoreNan GoldinWolfgang TillmansDavid Fischli & Peter Weiss, oltre a una grande composizione fotografica di Gilbert & George.

 



 

 

Alessandro Grassi

Alessandro Grassi è nato a Prato nel 1942, trasferendosi con la famiglia a Milano dove è cresciuto e si è affermato come imprenditore nell'ambito industriale degli inchiostri tipografici; è scomparso a Forte dei Marmi nel 2009. Dagli anni Ottanta è stato uno dei collezionisti d'arte contemporanea più significativi nella stagione del cosiddetto ritorno all'espressività pittorica e della ripresa figurativa. Dall'inizio ha acquisito opere della Transavanguardia, allargando quindi il proprio interesse alla pittura postmoderna prevalentemente dell'area tedesca e nordamericana. Negli anni Novanta si è appassionato a grandi artisti internazionali avviando, parallelamente alla pittura, una importante raccolta di fotografia d'arte. Negli stessi anni ha sostenuto anche la giovane pittura italiana. La prima pubblicazione su questa particolare Collezione privata è stata curata da Maria Cristina Mundici e presentata da Achille Bonito Oliva nel 1993. Le fotografie della sua collezione sono state esposte alla Galleria Civica di Bolzano nel 1999, a cura di Letizia Ragaglia. A selezioni dalla collezione Alessandro Grassi si sono interessate inoltre le mostre De Gustibus: collezione privata Italia, allestita a Siena nel 2002, e Pittura europea dagli anni '80 a oggi, presentata alla Fondazione Stelline di Milano nel 2011. Alle opere della Transavanguardia della sua raccolta sono state invece dedicate mostre specifiche al MART di Rovereto nel 2004 (in occasione di una donazione di opere al museo) e al MAN di Nuoro nel 2006.

 


 

 

La collezione del Centro Pecci

La collezione del Centro Pecci include oltre mille opere, in prevalenza sculture, installazioni e ambienti, dipinti, fotografie e opere video, realizzati dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi e acquisiti per lo più in seguito alle mostre ospitate nei suoi spazi. Nuclei specifici di opere provengono dalla Collezione Carlo Palli, da acquisizioni degli Amici del Centro Pecci e della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Di particolare rilievo risultano i lavori di vari esponenti dell’Arte Povera e della Transavanguardia italiana e internazionale, così come di artisti dell’ex URSS. La raccolta comprende inoltre un vasto nucleo di opere e progetti di Poesia Concreta, Poesia Visiva, esperienze visuali di musicisti e performer, sezioni dedicate all’Architettura Radicale, al Cinema d’artista in Toscana dal 1964 al 1980, al libro d’artista.

 

In collezione, tra le altre, vi sono opere di Vito Acconci, Nobuyoshi Araki, Stefano Arienti, Marco Bagnoli, Rossella Biscotti, Botto & Bruno, Paolo Canevari, Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Jan Fabre, Lucio Fontana, Marco Gastini, Piero Gilardi, Dmitry Gutov, Emilio Isgrò, Ilya Kabakov, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Barbara Kruger, Francesco Lo Savio, Sol LeWitt, Philip-Lorca di Corcia, Eliseo Mattiacci, Fausto Melotti, Mario Merz, Liliana Moro, Robert Morris, Ugo Mulas, Bruno Munari, Vik Muniz, Maurizio Nannucci, Hermann Nitsch, Julian Opie, Anatoly Osmolovsky, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Gianni Pettena, Michelangelo Pistoletto, Anne e Patrick Poirier, Remo Salvadori, Julian Schnabel, Daniel Spoerri, Mauro Staccioli, Superstudio, David Tremlett, UFO, Valie Export, Massimo Vitali, Yelena & Viktor Vorobyev, Erwin Wurm e Gilberto Zorio.

 

 


 

Quando

dal 7 settembre al 2 dicembre 2018

 

Opening

6 settembre 2018

 

Si consiglia di consultare la sezione dedicata agli orari per le aperture in occasioni speciali e festività.

 

> Biglietti mostra

 

Immagine di copertina: Jacqueline, Andy Warhol, 1964




Dove
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Viale della Repubblica, 277, Prato


Quando

dal 7 settembre al 2 dicembre 2018

 

Opening

6 settembre 2018

 

Orari

Si consiglia di consultare la sezione dedicata agli orari per le aperture in occasioni speciali e festività.

 

> Biglietti mostra

 

Immagine di copertina: Jacqueline, Andy Warhol, 1964



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