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Estate 1993 - Estiu 1993

Repliche dal 14 al 17 luglio

FILM



2018年07月06—22日

 di Carla Simón;  (Spa, 2016; 96'; v.o. sott.it.)

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信息

 

Carla Simón esordisce nel lungometraggio con Summer 1993, il racconto autobiografico di un'estate intorno alla quale ruotano il lutto e la brusca perdita dell’innocenza. Candidato dalla Spagna per la corsa all'Oscar come miglior film straniero.

Carla Simón è una giovane regista catalana alle prese con il suo primo film, dopo una serie di interessanti cortometraggi visibili in Rete. Simon si è diplomata in regia a Barcellona, poi alla University of California e alla London Film School e il suo Summer 1993 (in originale Estiu 1993) ha esordito a Berlino nella sezione Generation Kplus, dove si dà spazio a tematiche legate alle esperienze di bambini e adolescenti, senza però prediligere lavori strettamente per bambini e con una giuria composta da membri tra gli 11 e i 14 anni. Con una mossa coraggiosa la Spagna ne ha anche fatto la sua proposta per l’Oscar per il miglior film straniero. Un’altra bella eccezione della famosa massima che fare film con bambini può finir male, Summer 1993 è tanto crudo e disadorno, quanto commovente.

 

 

 


 

Come dal titolo è l'estate del 1993 e il film si sviluppa nell'arco di qualche settimana di quell'estate importante. Frida (Laia Artigas) ha sei anni e sta vivendo un capitolo della sua vita ingiustamente prematuro. La bambina è da poco diventata orfana, la mamma è appena scomparsa e si intuisce tra le righe che il padre sia morto ancor prima. Frida è stata affidata al fratello della mamma, Esteve (David Verdaguer) il quale ha una famiglia sua, una moglie, Marga (Bruna Cusí) e una bambina di tre anni, Anna (Paula Robles). Frida osserva in silenzio mentre gli oggetti di una vita precedente che non tornerà più vengono chiusi in scatoloni e la sua casa di Barcellona viene svuotata. Si parte per la campagna vicino Girona dove gli zii vivono e dove Frida ricomincerà da capo. I colori dell’estate fanno da sfondo beffardo a questo percorso faticoso e Frida nasconde il disagio dietro una facciata indifferente e capricciosa di giorno, riservando il suo lutto alle visite segrete notturne ad un nascondiglio nel bosco in cui parla ad una statuetta, rivolta alla mamma. Da piccoli dettagli e mezze frasi dei 'grandi' capiamo che la mamma di Frida è morta di polmonite provocata dall’AIDS. In un periodo in cui l’AIDS era ancora uno stigma e soprattutto una grande paura, questo dettaglio aggiunge un peso particolare, se non al dolore dell’ignara bambina, quanto alle reazioni esterne (un’altra mamma terrorizzata per un ginocchio di Frida sbucciato, frequenti esami medici per accertarsi che la bambina stia bene, guanti di gomma e sussurri).

 

L’intero film è visto e sentito attraverso i sensi di Frida, le riprese sono quasi sempre ad altezza della bambina, gli adulti sono spesso intravisti e i loro discorsi sentiti appena da una stanza all'altra in frasi spezzettate. L’effetto è molto realistico e credibile e crea una grande empatia con una bambina che sta combattendo in silenzio con un grave squilibrio affettivo. Le scene più belle sono gli scambi tra le due bambine, incredibilmente reali e pregnanti. Complicità infantile e giochi di ruolo, alternati a gelosia e aggressività. Ma la cosa più toccante è che in ogni scena e in ogni fotogramma si capisce che questo film è intimamente legato alla storia personale della regista. Frida è infatti l’alter-ego di Simon e Summer 1993 è il ricordo autobiografico di quell'estate intorno alla quale ruotano il suo lutto e la sua brusca perdita dell’innocenza.

Simón  ha raccolto in questo film mille frammenti di memoria e i temi a lei più cari, che si trovano tutti nei suoi cortometraggi precedenti. Ci sono bambini alle prese con la morte (Lipstick), c’è una madre anziana e con una figlia che soffre di nanismo (Las Pequeñas Cosas), c’è l’ansia di una malattia ereditaria (Born Positive) e si ha l’impressione che Summer 1993 sia un punto di svolta importante. Ci auguriamo che la visibilità di questi festival aiuti la carriera di una regista che sembra avere un’istintiva sapienza nel gestire le emozioni e la preparazione tecnica necessaria per trasformarle in narrazioni coinvolgenti.

 


 

Quando

venerdì 6 luglio ore 21.15 v.o. sott.it

sabato 7 luglio ore  21.15 v.o. sott.it

domenica 8 luglio ore 18.30 v.o. sott.it

martedì 10 luglio ore 21.15  v.o. sott.it

 

Ingresso Intero € 6
Ridotto € 4,50

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti

 

 




地点
Cinema - Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

Viale della Repubblica, 277, 59100 Prato PO, Italia


Quando

venerdì 6 luglio ore 21.15 v.o. sott.it

sabato 7 luglio ore  21.15 v.o. sott.it

domenica 8 luglio ore 18.30 v.o. sott.it

martedì 10 luglio ore 21.15  v.o. sott.it

 

Ingresso Intero € 6
Ridotto € 4,50

 

Per informazioni sulla sala cinema e biglietti



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