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Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane. 1965-1985

 

 

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Il video è un montaggio di interviste perlopiù inedite fatte alle fotografe protagoniste della mostra Soggetto Nomade. Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane. 1965-1985, tenutasi al Centro Pecci da dicembre 2018 a marzo 2019.

 

Soggetto nomade, dal titolo di un seminale saggio di Rosi Braidotti, ha raccolto per la prima volta in una mostra gli scatti di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo. Le fotografie, realizzate tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, restituiscono da angolazioni diverse il modo in cui la soggettività femminile è stata vissuta, rappresentata, interpretata in un periodo di grande cambiamento sociale per l’Italia. Anni di transizione dalla radicalità politica all'edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe. 

Il video ci restituisce la voce delle fotografe, le loro riflessioni personalissime sull’identità femminile e sui suoi sconfinamenti, sul senso dell’alterità e su come la fotografia divenga strumento per eccellenza per rappresentare una nuova centralità attribuibile al corpo della donna e alle sue trasformazioni, alle esperienze personali e ai vissuti familiari, al rapporto tra memoria privata e storia collettiva.

 

È appena uscito il libro che documenta la mostra (R. Braidotti, E. Magini, C. Perrella, Soggetto nomade, Nero Editions, Roma 2020). In attesa di poterlo distribuire in libreria, è disponibile su www.neroeditions.com

 

 

Nella foto: Roma, 8 marzo 1977, © Paola Agosti

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Ren Hang. Nudi | intervista a Cristiana Perrella

Ren Hang. Nudi

a cura di Cristiana Perrella

04 giugno —30 agosto 2020

 

Esplicito ma anche poetico, il lavoro dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987– 2017) è esposto per la prima volta in Italia con una selezione di 90 fotografie, accompagnate da un portfolio che documenta il backstage di uno shooting di Ren Hang nel Wienerwald nel 2015 e un’ampia sezione di libri rari sul suo lavoro. Ren Hang è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo pure, permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche. I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).


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/ PECCI EXTRA
2020年05月13—19日
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2020年05月06—13日
/ PECCI EXTRA
2020年05月02日 10:00
Talk / PECCI BOOKS
2020年04月23—22日
/ PECCI EXTRA
2020年04月08—15日

  • Tatjana Lightbourn, Correlate with the grey/Correlare con il grigio, performance tenuta il 28 settembre 2019, Hymmo Art Lab, Pratovecchio, Arezzo. 

     

    Foto © Alessandra Cinquemani

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