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Marcello Maloberti - RAID

13.10.2018 per la 14° Giornata del Contemporaneo AMACI

网视 / MOSTRE



a cura di Cristiana Perrella

 

performance 13.10.2018

installazione 14-28 ottobre 2018

 
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a cura di Cristiana Perrella

 

performance 13.10.2018

installazione 14-28 ottobre 2018

 

In occasione della Quattordicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, il Centro Pecci è lieto di ospitare RAID, una nuova performance di Marcello Maloberti appositamente concepita per gli spazi del museo e a cura di Cristiana Perrella.

 

Per celebrare il trentennale del Centro Pecci, in corso durante tutto il 2018, Maloberti è stato invitato a concepire una performance che dialogasse in modo inedito con i suoi spazi e la sua collezione.

 

La performance è stata realizzata al Centro Pecci sabato 13 ottobre 2018, ore 18.30 alla presenza dell’artista. Si tratta dell'unica opera di Maloberti realizzata appositamente per la 14° Giornata del Contemporaneo.

 

La performance di Marcello Maloberti segnala un nuovo, convinto, impegno produttivo del Centro Pecci nei confronti dell’arte italiana. Impegno confermato a breve dalla mostra dedicata al rapporto tra Fabio Mauri e Pier Paolo Pasolini, curata da Francesco Vezzoli, che sarà presentata dal Centro Pecci nella primavera 2019.

 

 

Riprese video: Maria Teresa Soldani e Mario Albanese Pereira

Montaggio: Mario Albanese Pereira







网视 / MOSTRE
Ren Hang. Nudi | intervista a Cristiana Perrella

Ren Hang. Nudi

a cura di Cristiana Perrella

04 giugno —30 agosto 2020

 

Esplicito ma anche poetico, il lavoro dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987– 2017) è esposto per la prima volta in Italia con una selezione di 90 fotografie, accompagnate da un portfolio che documenta il backstage di uno shooting di Ren Hang nel Wienerwald nel 2015 e un’ampia sezione di libri rari sul suo lavoro. Ren Hang è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo pure, permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche. I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).


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