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Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today | Highlights mostra al Centro Pecci

网视 / MOSTRE



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Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today è una mostra prodotta dal Vitra Design Museum e ADAM – Brussels Design Museum, al Pecci come unica sede italiana.

 

La mostra racconta i locali notturni, definendo il loro ruolo cruciale per la cultura contemporanea. Questi luoghi infatti, nel corso di tutto il Ventesimo secolo, sono stati in grado di mettere in discussione i codici prestabiliti del divertimento e dello stare insieme e hanno permesso di sperimentare stili di vita alternativi. Al loro interno si incontrano le manifestazioni più d’avanguardia del design, della grafica e della moda, luci, suoni ed effetti speciali.

 

Nel video Cristiana Perrella, direttrice del Centro Pecci, approfondisce le sezioni aggiuntive della mostra presentata a Prato e realizzate appositamente per l'occasione.

Con la prima sezione, si è voluto esplorare le origini dell'interesse per il design dei "piper", dei locali notturni, che sembrano coincidere con il corso, dedicato proprio ai locali notturni, che l'architetto Leonardo Savioli tenne all'Università di Firenze tra il 1966 e il 1967 e che vide la partecipazione di esponenti del Gruppo UFO, dei 9999, di Alberto Breschi e Adolfo Natalini (allora assistente di Savioli).

 

Altro aspetto peculiare di Night Fever al Centro Pecci è l'approfondimento dedicato a Leigh Bowery, personaggio leggendario della scena notturna e della cultura underground londinese degli anni '80. Personaggio poliedrico, Bowery fu animatore di uno dei club più trasgressivi in assoluto, il Taboo, che dal 1988 al 1985 si tenne ogni giovedì al Maximus di Leicester Square. Night Fever. Designing Club Culture 1960–Today sarà visitabile al Centro Pecci di Prato fino al 13 ottobre 2019.







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Ren Hang. Nudi | intervista a Cristiana Perrella

Ren Hang. Nudi

a cura di Cristiana Perrella

04 giugno —30 agosto 2020

 

Esplicito ma anche poetico, il lavoro dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987– 2017) è esposto per la prima volta in Italia con una selezione di 90 fotografie, accompagnate da un portfolio che documenta il backstage di uno shooting di Ren Hang nel Wienerwald nel 2015 e un’ampia sezione di libri rari sul suo lavoro. Ren Hang è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo pure, permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche. I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).


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