Un sabato al mese, il pubblico è invitato ad approfondire l’esposizione attraverso punti di vista inediti e interdisciplinari, che mettono in dialogo l’opera di Luigi Ghirri con linguaggi, saperi e sensibilità differenti.
Il terzo appuntamento del ciclo Centro Pecci P.O.V. è dedicato allo sguardo di Andrea Abati, fotografo e fondatore di Dryphoto Arte Contemporanea, che accompagna il pubblico in una lettura dell’opera di Luigi Ghirri a partire dalla pratica fotografica e dall’esperienza curatoriale.
“Le fotografie di Andrea Abati, parlano di disastri avvenuti, e di spazi intatti, di aree di scarto e di rifiuto di avanzi della modernità e di resti di antiche grandezze, ma soprattutto vi si può leggere di una pulizia dello sguardo e dei pensieri raramente riscontrabile; un atteggiamento per certi versi di primaria importanza e che la fotografia deve oggi ritrovare.” Luigi Ghirri
Prossimi appuntamenti
- Sabato 18 aprile 2026, h 18:00–19:00
Ghirri visto da Federica Fiaschi, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Prato - Sabato 9 maggio 2026, h 18:00–19:00
Ghirri visto da Katia Mazzucco, storica dell’arte e ricercatrice presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz
Andrea Abati (Prato, 1952) si occupa di fotografia dalla fine degli anni Settanta. La sua ricerca indaga le trasformazioni del paesaggio industriale e urbano, la natura antropizzata e il mutamento del tessuto sociale, utilizzando la fotografia come strumento di conoscenza e di relazione tra individuo e mondo.
Fondatore dello spazio Dryphoto Arte Contemporanea di Prato, dagli anni Ottanta partecipa attivamente al dibattito culturale sulla fotografia di paesaggio attraverso mostre, seminari e incontri con fotografi italiani ed europei. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il MAXXI di Roma e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.
Come ha scritto Luigi Ghirri, le sue fotografie si distinguono per una “pulizia dello sguardo e dei pensieri raramente riscontrabile”.


