La masterclass ARTE – Italia ’90. Un nuovo decennio, a cura di Giulia Zompa (Università Statale di Milano), inaugura il percorso della Centro Pecci School ARTE tracciando la cornice storica e critica dell’arte italiana degli anni Novanta.
Nel 1990 l’Italia è il palcoscenico dei Mondiali di calcio: la canzone Un’estate italiana di Edoardo Bennato e Gianna Nannini accompagna le memorabili notti magiche, mentre la mascotte Ciao invade le televisioni. È l’immediato dopoguerra fredda: la caduta del Muro di Berlino chiude un’epoca e ne apre un’altra, segnata da profondi cambiamenti politici, culturali e sociali.
Sono gli anni di MTV, che ridefinisce l’immaginario collettivo lanciando artisti come i Nirvana, le Spice Girls e, sul finire del decennio, Britney Spears. In televisione vanno in onda programmi come Non è la Rai e serie destinate a diventare cult, come Beverly Hills 90210. Ma sono anche gli anni della Guerra del Golfo, dei conflitti in Jugoslavia, di Tangentopoli e dell’ascesa di Silvio Berlusconi, eventi che segnano profondamente il contesto italiano ed europeo.
In questo delicato momento di passaggio, il mondo dell’arte assiste all’emergere di una nuova generazione di artisti. Una scena emergente — come suggerisce il titolo della mostra realizzata al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci nel 1991 — apre in Italia a un rinnovato interesse per pratiche neoconcettuali e a una maggiore pluralità dei media. Si rafforza inoltre l’attenzione verso le urgenze della contemporaneità: dal femminismo alle istanze ecologiste, fino a una pratica artistica sempre più orientata al sociale.
Dentro questo tempo di nuovi immaginari, accelerazioni e contraddizioni, la prima lezione della Centro Pecci School ARTE delinea la cornice critica entro cui collocare opere, artisti e principali snodi dell’arte degli anni Novanta in Italia.
