La vita di Fernando, un tranquillo professore di geografia, viene sconvolta dalla misteriosa scomparsa della moglie. Disorientato e in cerca di una nuova esistenza, Fernando decide di partire per il Portogallo: qui, in seguito a un evento drammatico ma provvidenziale, assume l’identità di un giardiniere e trova rifugio in una vecchia villa. Circondato dalla bellezza del paesaggio e dall’umanità di chi lo accoglie, inizia un percorso di ricostruzione interiore fatto di silenzi e incontri.
"È la proiezione di un viaggio emotivo e di un riposizionamento interiore, La villa portoghese, sul sentirsi spatriati e fuori posto, sui confini politici che determinano le differenze e le distanze, sul dolore dello stare al mondo che si accorda all’incomunicabilità, che fa professione di limpidezza senza negarsi la stratificazione tematica, elegge il silenzio a linguaggio evitando sia il compiacimento contemplativo che la retorica didascalica". (Lorenzo Ciofani)
