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School ARTE: Arte e moda negli anni ‘90

  • Foto di sfilata, Gianfranco Ferré Prêt-à-porter Primavera/Estate 1996, look 74. Courtesy of Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano
    Foto di sfilata, Gianfranco Ferré Prêt-à-porter Primavera/Estate 1996, look 74. Courtesy of Centro di Ricerca Gianfranco Ferré, Politecnico di Milano

    La lezione esplora gli anni ’90 come un decennio di profonda contaminazione tra arte e moda, segnato da sperimentazione radicale, rottura delle gerarchie tradizionali e nuove forme di narrazione visiva.

    La masterclass è a cura di Filippo Maria Disperati (Università di Firenze)

    Gli anni Novanta si aprono come una soglia instabile: un tempo attraversato da urgenze politiche, fragilità esistenziali e da una nuova consapevolezza del corpo come spazio simbolico. Arte e moda, in questo decennio, non si limitano a dialogare: si contaminano, si feriscono, si espongono. L’abito diventa traccia, assenza, memoria; l’immagine rinuncia alla seduzione per farsi testimonianza.

    Nel pieno della crisi dell’AIDS, il corpo irrompe al centro della scena come luogo vulnerabile e politico. È un corpo magro, talvolta scomparente, segnato dall’idea di perdita e insieme carico di desiderio, che la moda osserva senza protezioni. Le pratiche radicali di Martin Margiela mettono in discussione identità e permanenza, mentre la visione tragica e teatrale di Alexander McQueen trasforma la sfilata in un rito, in una messa in scena del dolore e della resistenza.

    La fotografia di Juergen Teller rifiuta l’idealizzazione, restituendo corpi reali, esposti, spesso imperfetti, mentre le performance di Vanessa Beecroft moltiplicano figure femminili silenziose, immobili, come presenze sospese tra vita e sparizione. In questo scenario, la moda si fa linguaggio critico: non promette salvezza, ma pone domande. E proprio in questa tensione irrisolta – tra bellezza e lutto, desiderio e paura – si definisce una delle stagioni più intense e necessarie della cultura visiva contemporanea.

    Filippo Maria Disperati è dottorando del Programma di Interesse Nazionale in Design per il Made in Italy: Identità, Innovazione e Sostenibilità presso l'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli ed è collocato presso l'Università di Firenze sotto il Dipartimento di Architettura. Ha conseguito un master in Arti Visive e Moda presso l'Università Iuav di Venezia e un Diploma accademico di Primo Livello in Design della Moda presso l’ISIA di Firenze in collaborazione con Polimoda. La sua area di ricerca è l’art direction e la comunicazione digitale della moda. È anche co-fondatore della piattaforma italiana di matchmaking lavorativo nel settore della moda FARMA 282.

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    5€ – biglietto per singola lezione
    35€ – abbonamento Centro Pecci School ARTE
    30€ – abbonamento Centro Pecci School CINEMA
    50€ – abbonamento Centro Pecci School ARTE + CINEMA
    Gratuito per studenti e persone disoccupate

    I biglietti e gli abbonamenti sono acquistabili direttamente presso la biglietteria del Centro Pecci.

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    Torna la Centro Pecci School ARTE e CINEMA, un percorso di formazione e approfondimento dedicato all’arte contemporanea e al cinema, con particolare attenzione ai linguaggi artistici e cinematografici degli anni Ottanta e Novanta. Due decenni fondamentali per comprendere le trasformazioni culturali, sociali ed estetiche che ancora oggi influenzano il presente.
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