La lezione esplora gli anni ’90 come un decennio di profonda contaminazione tra arte e moda, segnato da sperimentazione radicale, rottura delle gerarchie tradizionali e nuove forme di narrazione visiva.
La masterclass è a cura di Filippo Maria Disperati (Università di Firenze)
Gli anni Novanta si aprono come una soglia instabile: un tempo attraversato da urgenze politiche, fragilità esistenziali e da una nuova consapevolezza del corpo come spazio simbolico. Arte e moda, in questo decennio, non si limitano a dialogare: si contaminano, si feriscono, si espongono. L’abito diventa traccia, assenza, memoria; l’immagine rinuncia alla seduzione per farsi testimonianza.
Nel pieno della crisi dell’AIDS, il corpo irrompe al centro della scena come luogo vulnerabile e politico. È un corpo magro, talvolta scomparente, segnato dall’idea di perdita e insieme carico di desiderio, che la moda osserva senza protezioni. Le pratiche radicali di Martin Margiela mettono in discussione identità e permanenza, mentre la visione tragica e teatrale di Alexander McQueen trasforma la sfilata in un rito, in una messa in scena del dolore e della resistenza.
La fotografia di Juergen Teller rifiuta l’idealizzazione, restituendo corpi reali, esposti, spesso imperfetti, mentre le performance di Vanessa Beecroft moltiplicano figure femminili silenziose, immobili, come presenze sospese tra vita e sparizione. In questo scenario, la moda si fa linguaggio critico: non promette salvezza, ma pone domande. E proprio in questa tensione irrisolta – tra bellezza e lutto, desiderio e paura – si definisce una delle stagioni più intense e necessarie della cultura visiva contemporanea.
Filippo Maria Disperati è dottorando del Programma di Interesse Nazionale in Design per il Made in Italy: Identità, Innovazione e Sostenibilità presso l'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli ed è collocato presso l'Università di Firenze sotto il Dipartimento di Architettura. Ha conseguito un master in Arti Visive e Moda presso l'Università Iuav di Venezia e un Diploma accademico di Primo Livello in Design della Moda presso l’ISIA di Firenze in collaborazione con Polimoda. La sua area di ricerca è l’art direction e la comunicazione digitale della moda. È anche co-fondatore della piattaforma italiana di matchmaking lavorativo nel settore della moda FARMA 282.
