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Carta Bianca 2. Giandomenico Semeraro presenta Walter Puppo e Leonardo Santoli

  • Direzione museale: Amnon Barzel

  • A cura di: Giandomenico Semeraro

Artiste/artisti

Opere entrate in collezione

Walter Puppo, Cellula, 1991

Catalogo

Carta Bianca 2. Giandomenico Semeraro presenta Walter Puppo, Leonardo Santoli, pieghevole, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 1991, [8 pp.], testo di Giandomenico Semeraro

Copertina pieghevole
Quarta di copertina pieghevole

Rassegna stampa

Teresa Megale, Carta bianca per un confronto fra artisti e critici, «l'Unità», 29 novembre 1991

Al Pecci Carta Bianca numero due, «la Repubblica», domenica 1/lunedì 2 dicembre 1991, p. 11

Paola Bortolotti, s.t., «Segno», 111-112, febbraio-marzo 1992

Risorse correlate

Paola Bortolotti, s.t., «Segno», 111-112, febbraio-marzo 1992

Paola Bortolotti, s.t., «Segno», 111-112, febbraio-marzo 1992

Invito Carta Bianca 2, 30 novembre 1991

Invito Carta Bianca 2
Invito Carta Bianca 2

Comunicato stampa Carta Bianca 2, 1991

Seconda edizione della rassegna di mostre mensili Carta Bianca, con opere di Walter Puppo (Portoferraio, 1957) e Leonardo Santoli (Firenze, 1959), presentate da Giandomenico Semeraro (Firenze, 1959).

Informazioni sulla mostra

Allestita all’interno della Sala Grafica del Centro, la mostra poneva a confronto opere su carta di Puppo e tele di Santoli. Formatosi all’Accademia di Firenze, Puppo aveva già tenuto mostre personali alla Galleria Farel di Aigle (1987) e al Palazzo Pretorio di Prato (1990). Inoltre, era stato incluso nelle collettive Entro Dipinta Gabbia a Palazzo Lanfranchi a pisa (1987) e Codice Astratto all’Anfiteatro Romano di Siracusa (1991). Santoli, formatosi invece all’Accademia di Bologna, aveva già esposto a Palazzo dei Diamanti a Ferrara (1988), alla Galleria Cicconi di Macerata (1988), al Palazzo dei Congressi di Jesi (1991) e all’interno della rassegna Anninovanta alla Galelria d’Arte Moderna di Bologna (1991). Docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino e collaboratore di «Repubblica», Semeraro aveva già curato numerose mostre in istituzioni italiane.

Le “cellule”, sottili opere su carta di Puppo, si confrontavano con le grandi, colorate “mappe” di Santoli. Come scriveva Paola Bortolotti su «Segno», l’operazione non aveva funzionato del tutto: «Interessanti artisti, se presi separatamente […] questa volta non ci hanno guadagnato».

A seguito della mostra, Puppo donò al museo una sua Cellula (1991).

Testo di: Giorgio Di Domenico