2001. Tokyo è scossa da un evento inspiegabile: 54 studentesse si gettano contemporaneamente sotto un treno della metropolitana, tenendosi per mano. L’ispettore Kuroda e la sua squadra avviano un’indagine per individuare l’origine del fenomeno, ma ogni pista conduce a nuovi interrogativi: enigmatici indizi, telefonate anonime e una misteriosa piattaforma online che sembra registrare, o addirittura anticipare, gli eventi.
Prima della proiezione, introduzione a cura di Stefano Locati (IULM), in collegamento video
Suicide Club avrebbe dovuto far parte di una trilogia sull'alienazione della società giapponese, il cui secondo film è "Noriko's Dinner Table", del 2005, ma il terzo capitolo non è mai stato realizzato.
"La scena iniziale, con cinquantaquattro studentesse che si buttano sotto un treno della metropolitana tenendosi per mano e sorridendo, è uno dei momenti più alti del cinema di Sion Sono, un passaggio devastante del suo linguaggio concettuale. [...] In questo caso però non c’è traccia di dolore o depressione, “Suicide Club” è infatti lo specchio di una società giapponese che corre verso il benessere e che allo stesso tempo compie dei sacrifici (umani) celandone la terribile natura". (Paolo Chemnitz)
