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School ARTE: Centri e periferie. Nuove geografie

  • Pepón Osorio, 6ª Biennale dell’Avana, 1997. Courtesy Mario Gorni e Careof, Milan
    Pepón Osorio, 6ª Biennale dell’Avana, 1997. Courtesy Mario Gorni e Careof, Milan

    Il 1989 rappresenta uno spartiacque sul piano politico e geopolitico, ma anche su quello culturale, coincidendo in ambito artistico con la messa in crisi di un sistema fortemente euroamericano e con l’avvio di una progressiva ridefinizione delle geografie dell’arte contemporanea.

    Se fino a quel momento le esperienze sviluppatesi nel blocco sovietico, in Cina e in molte aree dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina erano rimaste in larga parte poco conosciute e scarsamente documentate — e dunque escluse dalle narrazioni e dai canoni dominanti della storia dell’arte — con la caduta del Muro di Berlino questo assetto inizia a incrinarsi. Artisti, curatori e istituzioni cominciano a rivolgere lo sguardo verso territori altri, avviando nuove forme di scambio e di collaborazione.

    A partire dalla prima metà degli anni Novanta, e con maggiore evidenza nella seconda metà del decennio, si assiste a un decentramento sempre più marcato del discorso sull’arte contemporanea: i criteri estetici si moltiplicano, proliferano le biennali e le grandi rassegne internazionali in contesti periferici rispetto ai circuiti tradizionali, mentre inizia progressivamente a venir meno l’egemonia di alcuni centri storicamente dominanti. Ne emerge un panorama artistico più allargato e articolato in cui la nozione stessa di centro e periferia perde la propria rigidità.

    A partire da questo nuovo scenario, la lezione affronterà il tema dei centri e delle periferie secondo un duplice punto di vista: da un lato, si considererà la ridefinizione delle geografie dell’arte contemporanea su scala globale; dall’altro, si restringerà lo sguardo al contesto italiano, dove nel corso degli anni Novanta il sistema dell’arte si apre a una pluralità di luoghi, pratiche e iniziative capaci di mettere in discussione l’importanza esclusiva delle grandi città. Spazi indipendenti, istituzioni decentrate, riviste e progetti espositivi contribuiscono, infatti, a delineare un panorama diffuso, in cui la produzione artistica si sviluppa spesso al di fuori dei poli tradizionalmente riconosciuti.

    Muovendosi tra queste diverse scale — globale, nazionale e locale — vi vedrà come le tradizionali opposizioni tra centro e periferia tendano progressivamente a perdere stabilità, lasciando spazio a mappe più complesse e mobili che anticipano la complessità del mondo contemporaneo.

    Prossimo appuntamento

    Sabato 14 febbraio, h 11:00
    ARTE - Perfect Lovers. Arte, amore, intimità e affetti
    a cura di Giorgio Di Domenico e Andrea Lanzafame (Università Normale Superiore di Pisa), Giulia Zompa (Università Statale di Milano)

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    Info e prenotazioni

    5€ – biglietto per singola lezione
    35€ – abbonamento Centro Pecci School ARTE
    30€ – abbonamento Centro Pecci School CINEMA
    50€ – abbonamento Centro Pecci School ARTE + CINEMA
    Gratuito per studenti e persone disoccupate

    I biglietti e gli abbonamenti sono acquistabili direttamente presso la biglietteria del Centro Pecci.

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    School

    Da ottobre torna Centro Pecci School, con due percorsi paralleli dedicati all’arte contemporanea e al cinema. Le masterclass invitano a confrontarsi con prospettive diverse per aprire nuove letture del presente e far emergere legami tra l’esperienza di un’opera e il mondo che abitiamo.
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