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Verita Monselles. CARNALE

    Mostre
  • A cura di Alessandra Acocella, Michele Bertolino e Monica Gallai. Exhibition design Giuseppe Ricupero. Materiale fornito dall'Archivio Fotografico Toscano

    Verita Monselles Senza titolo, n.d. (inizio anni Ottanta / early 1980s) diapositiva / slide 6x6 cm Courtesy Archivio Fotografico Toscano, Prato – Fondo Verita Monselles
    Verita Monselles Senza titolo, n.d. (inizio anni Ottanta / early 1980s) diapositiva / slide 6x6 cm Courtesy Archivio Fotografico Toscano, Prato – Fondo Verita Monselles

    Il Centro Pecci presenta Verita Monselles. CARNALE, prima mostra in un centro d’arte contemporanea italiano dedicata all’artista e fotografa Verita Monselles (1929-2004), la cui opera esplora i linguaggi legati al pensiero femminile e femminista attraverso la moda e i generi del ritratto e del nudo.

    Verita Monselles (1929, Buenos Aires – 2004, Firenze) ha usato la fotografia come strumento di riappropriazione di sé e della soggettività femminile, meccanismo con cui disfarsi delle immagini stereotipate della donna-oggetto prodotte dalla cultura dominante nei media e nella pubblicità. Spesso sottilmente ironica e metaforica, Monselles interviene sui simboli della tradizione patriarcale e religiosa, smontandoli. 

    L’artista ha spesso realizzato la documentazione fotografica delle performance delle colleghe o le ha coinvolte nei suoi lavori (Tomaso Binga e Marion D’Amburgo sono le modelle della sua serie fotografica Ecce Homo), in un’ottica di sorellanza e rispecchiamento.

    Monselles è fotografa della compagnia teatrale fiorentina Il Carrozzone (poi Magazzini Criminali) e realizza progetti editoriali per la moda, con l’obiettivo di rileggere il ruolo della donna nella società contemporanea. Il suo linguaggio fotografico riflette questi passaggi: a tratti è barocco, debitore della messa in scena  teatrale e di un periodo di residenza a Napoli. A tratti è pop e accattivante. O, ancora, è patinato, elegante e sensuale, legato all’estetica pubblicitaria. Monselles ritrae un corpo femminile che, oltre a essere politico e manifesto, desidera: un corpo sensuale e sessuato, non timido, ma autore del  proprio desiderio. 

    Questa mostra è parte di Passaggi: di mano in mano, il programma culturale 2026 del Centro Pecci. Scopri il programma ↗