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1988. Vent'anni prima, vent'anni dopo

  • Direzione museale: Marco Bazzini

  • A cura di: Marco Bazzini

Artiste/artisti

Opere entrate in collezione

Fabio Mauri, Luna, 1968

Rassegna stampa

Riccardo Tempestini, Torna in cattedra l’autonomia, «Il Tirreno», 29 ottobre 2008, p. 4

Loredana Ficicchia, Sul Pecci soffiano i venti del ‘68, «Corriere Fiorentino», 1 novembre 2008, p. 17

Riccardo Tempestini, Vita e arte del Sessantotto, «Il Tirreno», 1 novembre 2008, p. 4

Franco Riccomini, Il Pecci festeggia i vent’anni. Maxi asta alla Farsetti, «La Nazione», 3 novembre 2008, p. 22

Matteo Innocenti, 1988, «exibart.com», 22 dicembre 2008

Laura Lombardi, Gli anni della contestarte, «Il Giornale dell’Arte», dicembre 2008, p. 41

Risorse correlate

La mostra, organizzata per celebrare il primo ventennio di attività del Centro, offriva una lettura di quarant’anni di arte italiana, scegliendo il 1968 e il 2008 come estremi simbolici del periodo centrato sull’inaugurazione del Pecci, attraverso un centinaio di opere di dodici artisti, presentate attraverso dei piccoli nuclei personali.

Informazioni sulla mostra

Il percorso si apriva con delle installazioni storiche: Luna (1968) di Fabio Mauri (Roma, 1926-2009), il Muro della Sorbonne (1968) di Nanni Balestrini (Milano, 1935-Roma, 2019) già realizzato, come la Luna, al Teatro delle Mostre allestito alla Galleria La Tartaruga di Roma nel 1968, un Tappeto natura e il Vestito betulla di Piero Gilardi (Torino, 1942-Roma, 2023) e il Guardaroba abito (1968) di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933).

La terza sala poneva a confronto il video Attraversarsi (1977) di Anna Valeria Borsari (Bologna, 1943-2024) con una selezione di lavori di Ketty La Rocca (La Spezia, 1938-Firenze, 1976). Se la quarta e la quinta sala erano ancora dedicate a Mauri e Pistoletto, nella sesta erano poste in dialogo delle sculture di Daniela De Lorenzo (1959), Favilla (1991) di Liliana Moro (Milano, 1961) dalla collezione del Centro e un pastello di Vanessa Beecroft (Genova, 1969).

La settimana sala era interamente dedicata a Il Muro Occidentale o del Pianto (1993) di Mauri, realizzato per la Biennale del 1993. La sala successiva metteva a confronto Pietro Ruffo (Roma, 1978) e Andrea Salvino (Roma, 1969), mentre la nona ospitava un’installazione fotografica di Michele Dantini (Firenze, 1966) e l’opera di Gea Casolaro (Roma, 1965). L'ultima sala, infine, era dedicata al tavolo Love difference - Mar Mediterraneo (2005) di Pistoletto, affiancato a una fotografia della tavolata VB52 (2003) imbandita da Beecroft al Castello di Rivoli.

All’esterno, inoltre, era presentata una grande installazione di Gilardi realizzata in collaborazione coi boscaioli locali: un aereo disegnato sul prato del Centro con carbone e rami secchi.

La selezione ristretta di artisti offriva una lettura estremamente angolata del periodo in oggetto, cercando di tenere insieme tre generazioni diverse che si erano tutte confrontate, a modo loro, con diverse istanze politiche. Vari commentatori segnalarono il parallelo coi temi sessantotteschi della rassegna Italics, allestita da Francesco Bonami a Palazzo Grassi negli stessi mesi. Il tema era infatti particolarmente caldo e attuale, complici una rilettura storiografica delle vicende di quegli anni e, soprattutto, le proteste contro la Riforma Gelmini che avevano assicurato nuovo vigore e centralità al movimento studentesco.

Anche in dialogo con queste vicende, il Centro organizzò una serie di incontri e conferenze con ospiti come Toni Negri, Marcello Veneziani e Anna Bravo, il cui testo sarebbe dovuto confluire in un catalogo edito da Giunti, poi mai pubblicato.

Testo di: Giorgio Di Domenico