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Luna

Artista: Fabio Mauri

Anno: 1968

Tipologia: installazione

Tecnica: installazione, perlinato di polistirolo, legno, oblò, tela nera, scope

Dimensioni: ambientali cm

Provenienza: donazione degli eredi dell'artista

Riferimento: 0610

Scheda dell'opera

Alle 22:17 ora italiana del 20 luglio 1969 l’Apollo 11 atterra sulla superficie lunare. L’allunaggio della missione statunitense, seguito in mondovisione, segna la fine della corsa allo spazio, cruciale fronte simbolico della Guerra fredda. Nel maggio 1968, più di un anno prima, a Roma, la Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis aveva allestito il Teatro delle Mostre: per tre settimane, ventuno artisti erano stati invitati a montare una mostra al giorno negli spazi della galleria romana. La rassegna era introdotta da Maurizio Calvesi e includeva «i più noti artisti italiani degli anni sessanta»; tra questi Fabio Mauri (Roma, 1926-2009). 

Artista, scrittore e drammaturgo, protagonista della scena intellettuale romana sin dalla metà degli anni Cinquanta, Mauri era già stato autore di raffinate variazioni sul tema del monocromo, gli Schermi, cui sarebbero seguite complesse installazioni performative incentrate sul valore dell’ideologia politica per la cultura europea del Novecento: su tutte Che cos’è il fascismo (1971), ricostruzione di Ludi Juveniles fascisti riallestita anche al Centro Pecci nel 1993.

Al Teatro delle Mostre Mauri aveva proposto l’installazione ambientale Luna, descritta efficacemente in catalogo da un giovane Achille Bonito Oliva: «Le due porte circoscritte dal polistirolo a forma ovoidale. Come le porte di un’astronave. Infatti si sbuca nella stanza, tutta ricoperta di perlinato di polistirolo. Materiale leggerissimo, che produce uno strato soffice, dove il piede affonda. A metafora del terreno lunare. La gente si siede, si stende, si solleva tirandosi addosso il suolo lunare».

Montata alla Tartaruga per un solo giorno, amata da pubblico e fotografi, Luna fu riallestita nel 1970 a Palazzo delle Esposizioni in Vitalità del negativo e ventiquattro anni dopo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna in occasione di una grande retrospettiva dell’artista. Nel 2008 fu infine inclusa nella rassegna organizzata per celebrare il ventennale del Centro Pecci, 1988. Vent’anni prima, vent’anni dopo; in quell’occasione, entrò a far parte delle collezioni del Centro.

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Teatro delle mostre, Marcalibri/Lerici Editore, 1968, p.n.n.

Cesare Vivaldi (a cura di), Fabio Mauri, Studio d’Arte Toninelli, Roma 1969, pp. 73-80

Achille Bonito Oliva (a cura di), Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70, Centro Di Edizioni, Firenze 1970, s.p.

Maurizio Calvesi, Avanguardia di massa, Feltrinelli, Milano 1978, p. 140.

Lara-Vinca Masini, Arte contemporanea. La linea dell’unicità: Arte come volontà e non rappresentazione, Giunti, Firenze 1989, p. 1066

Maurizio Calvesi, Rossella Siligato (a cura di), Roma Anni ’60. Al di là della pittura, Edizioni Carte Segrete, Roma 1990, pp. 131-132

Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Cossu (a cura di), Fabio Mauri. Opere e Azioni 1954-1994, Editoriale Giorgio Mondadori / Carte Segrete, Milano / Roma 1994, pp. 110-112

Carolyn Christov-Bakargiev, Arte Povera, Phaidon, London 1999, p. 54

Laura Cherubini, Luna, in Fabio Mauri. Ideologia e memoria, Bollati Boringhieri, Torino 2012, pp. 39-44

Daniela Lancioni (a cura di), Anni ’70: Arte a Roma, Iacobelli Editore, Roma 2013, n. 8, p. 134

Ilaria Bernardi, Teatro delle mostre: Roma, maggio 1968, Scalpendi Editore, Milano 2014, pp. 49-51, pp. 142-147

Achille Bonito Oliva, Carolyn Christov-Bakargiev (a cura di), A.B.O. Theatron: L’arte o la vita, Skira, Milano 2021, p. 201

Carolyn Christov-Bakargiev (a cura di), Fabio Mauri. Catalogo generale, Allemandi, Torino 2026, n. I_1968_922