La mostra, curata da Marco Senaldi (Gallarate, 1961), era la prima personale in un'istituzione museale dell'artista irregolare Athos Ongaro (Eraclea, 1947).
Informazioni sulla mostra
Informazioni sulla mostra
Nato in Veneto, nei primi anni Settanta Ongaro si era stabilito in Versilia. Ben presto si era trasferito a Milano, dove era riuscito a entrare nel sistema artistico cittadino, ancora legato alle suggestioni dell'Arte povera, con mostre personali alla galleria La Bertesca (1970, 1973, 1975) e presso la galleria di Maddalena Carioni (1971). Interessato alla scultura, aveva fatto ritorno a Pietrasanta: nel 1976 aveva presentato la sua prima grande creazione in marmo, una fontana monumentale, presso la galleria L'Attico di Fabio Sargentini. Entrato in contatto con il gallerista emiliano Emilio Mazzoli, produsse alcune ambiziose opere in bronzo; distante dai membri della Transavanguardia, si allontanò dalla galleria. Nel 1982 si trasferì a New York per preparare una mostra presso la galleria della leggendaria Annina Noisei, inaugurata l'anno successivo. Nel 1984 è invitato alla Biennale di Venezia: realizza vari lavori in mosaico e una seconda, grande Fontana, finanziata da Gian Enzo Sperone. Vicino a Luciano Pistoi, negli anni successivi espose in varie rassegne organizzate al Castello di Volpaia. Seguirono mostre alla Galleria Carini di Firenze (1988, 1991), da Sperone a New York (1989) e Roma (1993), ancora da Annina Noisei (1995). Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila Ongaro si ritirò progressivamente dalla scena artistica, dedicandosi in solitaria alla pittura fino alla personale organizzata dal Pecci nel 2011.
La mostra si apriva con alcune opere degli esordi anni Settanta: le costruzioni oggettuali Zoccoli (1971), Carillon (1971) e Rotellina (1971), oltre alla grande tela Il generale Meng Liang (1973). Seguivano alcune sculture degli anni Ottanta, tra cui il busto a mosaico Miss Giannelli (1980), la statua Scimmiato 1 (1980), la Fontana (1983-1984) concessa in comodato al Centro Pecci da Selene Rosiello, la placca in bronzo New York (1983), la statua Lirico (1985), il pannello a mosaico Idillio (1987) e le sculture in legno policromo Sara (1988), Ecce homo (1988), Gimnosofista (1988), Crocifisso (1989) e Ganesha (1988). Non mancavano, inoltre, una serie di grandi bronzi degli anni Novanta, tra cui il discusso Flasher (1990-1991) a grandezza naturale, con impermeabile e pene in evidenza.
Cuore della mostra erano soprattutto i dipinti più recenti dell'artista: visioni di galassie come Santorini (2003), su cui progressivamente si innestavano personaggi dei cartoni animati, come nel caso di La Cucaracha (2009) con Mucca e Pollo e Abracadabra (2010) con Pinocchio e la Fata Turchina.
La mostra, attaccata per il contenuto esplicito di alcune delle opere esposte, non ottenne una particolare copertura mediatica. A conclusione della mostra, la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato acquistò per la collezione del Centro il dipinto Painter.
Testo di: Giorgio Di Domenico


















