Mostra personale del fotografo toscano Carlo Fei (Firenze, 1955), allestita nello Spazio CID a cura del direttore Bruno Corà.
Informazioni sulla mostra
Informazioni sulla mostra
Formatosi in ambito pedagogico con una tesi dedicata all’utilizzo psicodiagnostico della fotografia, Carlo Fei (Firenze, 1955) era attivo sin dagli anni Settanta come fotografo professionista in ambito artistico. Collaboratore di numerose gallerie, riviste ed istituzioni, aveva documentato estensivamente le attività del Centro Pecci, oltre che di Palazzo delle Papesse a Siena e della Collezione Gori a Santomato. A partire dalla metà degli anni Ottanta aveva avviato un percorso autonomo di ricerca artistica, presentato in numerose esposizioni, tra cui L’etrusco immaginato (1986) a Palazzo Pitti, Hanno occhi per non vedere (1994) all’Istituto Francese di Firenze, Né più né meno (1999) alla Galleria La Corte di Firenze e Fatti di niente No. 1 (2000) alla Galleria Percorso Vita di Bologna.
Nel 2001 Fei venne invitato dal direttore Corà a tenere una mostra personale, Senza capo né coda avvinghiati da lontano, negli spazi del Centro Pecci che aveva a lungo frequentato e documentato come fotografo. La mostra presentava grandi stampe fotografiche, tra cui alcune provenienti dalla serie Fatti di niente, dedicata ad amuleti ed altri oggetti simbolici isolati in un misterioso fondo nero.
A conclusione della mostra, accompagnata da un catalogo edito da Gli Ori, i collezionisti Paolo, Serena, Fabio e Virginia Gori donarono alle collezioni del Pecci due fotografie dell’artista.
Testo di: Giorgio Di Domenico
