Curata da Stefano Pezzato in occasione del centenario della nascita di Lara-Vinca Masini (Firenze, 1923-2021), la mostra presentava per la prima volta i materiali e le opere dell'archivio, della biblioteca e della collezione della critica d'arte, donato al Centro Pecci nella primavera 2021.
Informazioni sulla mostra
Informazioni sulla mostra
Costruita attorno alle pubblicazioni e ai principali interessi di Masini, la mostra occupava la sala piccola dell'Ala Nio con un'ingente selezione di opere d'arte, materiali archivistici, edizioni, progetti architettonici e prodotti editoriali.
L'archivio, donato al Centro Pecci a ridosso della scomparsa della critica grazie all'intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, era stato ordinato da Masini sino alla sua scomparsa grazie al sostegno della Fondazione CR di Firenze. Integrato nelle collezioni del CID/Arti Visive, è stato inventariato, condizionato e gestito da Monica Gallai, Viola Casaglieri, Beatrice Molinelli e Cesarina Cheli. Queste attività preventive di studio e conservazione hanno reso possibile l'organizzazione della mostra, prima occasione di effettiva divulgazione e restituzione al pubblico del patrimonio, composto da oltre duecentomila unità archivistiche e bibliografiche.
La mostra era articolata in undici sezioni principali, spesso arricchite da focus monografici: si apriva con una presentazione della biografia dell'artista, proseguiva con una sezione dedicata alle tendenze degli anni Sessanta (con un focus sull'attività di Franco Grignani), dedicava una sezione all'attività e alle pubblicazioni del Centro Proposte, affrontava l'interesse di Masini per l'architettura con un focus su Leonardo Savioli, passava in rassegna i suoi interessi per il design e la grafica, presentava il suo archivio e la sua biblioteca, si concentrava sugli orientamenti degli anni Settanta con un focus dedicato a Fabio Mauri, ricostruiva l'esperienza del Museo Progressivo di Livorno concentrandosi sul rapporto con le esperienze dell'Architettura Radicale, dedicava una sezione alla Biennale di Venezia del 1978 e una alla mostra Umanesimo-Disumanesimo nell'arte europea 1890-1980 (Firenze, 1980) con un focus su Hermann Nitsch, chiudeva con una sezione dedicata al rapporto tra la Toscana e il contemporaneo, con affondi dedicati a Giuseppe Chiari e Ketty La Rocca.
L'insieme dei materiali d'archivio, delle opere e delle pubblicazioni restituiva un'immagine esaustiva della varietà di interessi di Masini, documentando le sue modalità di lavoro e ricerca grazie alla ricchissima documentazione conservata. Attorno alla mostra, evento centrale delle celebrazioni organizzate per il centenario della nascita di Masini, furono organizzate numerose iniziative scientifiche e divulgative, tra cui incontri nei vari musei della Rete del Contemporaneo in Toscana e un grande convegno nazionale in due giornate, organizzato tra Firenze e Prato.
Testo di: Giorgio Di Domenico
