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Lina Pallotta. Volevo vedermi negli occhi

  • Direzione museale: Stefano Collicelli Cagol

  • A cura di: Michele Bertolino, Elena Magini

Artiste/artisti

Opere entrate in collezione

Catalogo

Lina Pallotta, Porpora, Nero, Roma 2023, 278 pp., 9788880562030, a cura di Michele Bertolino, testi di Porpora Marcasciano, Kae Tempest, Raffaella Perna, Allen Frame

Sitografia

Rassegna stampa

Elisabetta Berti, Centro Pecci, la nuova mostra: tra Warhol, La Rocca, Kapoor e altri, «la Repubblica - Firenze», 5 maggio 2023

Teresa Macrì, Porpora, un corpo politico e insubordinato, «il manifesto», 19 maggio 2023

Francesca Orsi, Lina Pallotta. Volevo vedermi negli occhi, «FotoCult», 29 maggio 2023 (online)

Giada Fanelli, Lina Pallotta e Porpora Marcasciano, due donne unite in una resistenza quotidiana, «Artribune», 20 giugno 2023 (online)

Francesca Saturnino, «Porpora», scatti ravvicinati di quotidiana politica, «il manifesto», 23 giugno 2023

Marianna Reggiani, Conversazione con Lina Pallotta, la fotografa dell'attivista trans Porpora Marcasciano, «exibart», 20 gennaio 2024 (online)

Risorse correlate

Centro Pecci Opening!, invito digitale, 5-7 maggio 2023

Centro Pecci Opening!, invito digitale, 5-7 maggio 2023, 1/2
Centro Pecci Opening!, invito digitale, 5-7 maggio 2023, 2/2

Tra maggio e ottobre 2023, il Centro Pecci ospita la prima mostra personale in un'istituzione italiana della fotografa Lina Pallotta (San Salvatore Telesino, 1955), interamente dedicata al progetto Porpora: una serie di ritratti dell'amica e attivista trans Porpora Marcasciano (San Bartolomeo in Galdo, 1957).

Informazioni sulla mostra

Nata, come Marcasciano, in provincia di Benevento, nel 1975 Pallotta si trasferisce a Napoli per studiare medicina. Nel 1989 si sposta a New York, dove frequenta il corso in Photojournalism and Documentary dell'International Center of Photography. Da questa esperienza prende avvio un'importante carriera nell'ambito della fotografia documentaria: è assistente del corso di Nan Goldin all'ICP (1991) dove poi diventa docente (2010-2016), documenta con il progetto Piedras Negras la realtà della vita al confine tra Texas e Messico, fotografa la scena dei Poetry Slams newyorkesi tra gli anni Novanta e i primi Duemila, collabora a più riprese con la leggendaria associazione e rivista A Gathering of the Tribes.

Tornata in Italia, riceve il premio Osvaldo Buzzi (2014), partecipa più volte al Festival Internazionale di Roma FotoGrafia, espone alla Casa della Fotografia di Napoli (2016) e viene inclusa nella rassegna itinerante Un altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2018 (2018-2019). Alla fine del 2022, alcuni suoi ritratti di Marcasciano sono inclusi nella mostra Non sono dove mi cercate. Porpora Marcasciano, il movimento, dall'underground al queer al MIT, curata da Michele Bertolino al Museo d'Arte Moderna di Bologna.

L'anno successivo, il Centro Pecci ospita la sua prima mostra personale in un'istituzione museale italiana, curata ancora da Bertolino insieme a Elena Magini e interamente dedicata ai ritratti di Marcasciano. Accompagnata dalla pubblicazione Porpora, edita da NERO e curata da Bertolino, la mostra presenta un'ampia selezione di ritratti, tutti analogici e in bianco e nero, allestiti nella nuova ala Nio del Centro. Il display, curato dall'architetto Giuseppe Ricupero, abbina stampe più piccole allestite a parete a grandi stampe disposte al centro dello spazio, montate a vivo su pannelli in alluminio che si sostengono a vicenda, concretizzando visivamente il rapporto di supporto reciproco tra la fotografa e la modella.

Conosciutesi nella Napoli della fine degli anni Settanta, dove entrambe erano studentesse universitarie attive politicamente, Pallotta e Marcasciano hanno intrecciato le loro vite in una straordinaria amicizia, vivendo insieme a Napoli e poi visitandosi assiduamente, anche quando Pallotta si era stabilita a New York.

In un'intervista concessa a Francesca Saturnino del «manifesto», Marcasciano ha descritto il suo rapporto con Pallotta: «Lina è un’amica, una sorella, è entrata nella mia famiglia, io nella sua: ci siamo intrecciate in una relazione di completa fiducia, abbiamo attraversato periodi storici e momenti eccezionali. Per me è una referente culturale e filosofica, è la persona che conosco da più tempo, che viene dal mio stesso contesto – entrambe siamo di due paesi della provincia di Benevento – mai rinnegato. Le sue foto mi hanno rappresentata e, in alcuni momenti, anche sovradeterminata con quella potenza che solo una persona con cui sei in una relazione intima può avere. È come una sorta di colonna vertebrale di quello che faccio, un filo conduttore visivo, una sponda rispetto al mio procedere, una sicurezza». In risposta, Pallotta ha descritto il senso e l'impostazione dell'intera serie: «La mia base è un approccio documentaristico che parte da un punto di vista personale e soggettivo. Non c’è costruzione. Fotografare Porpora in quel modo significa crescere all’interno di una relazione. La relazione è parte integrante del mio essere fotografa. Porpora porta i segni della sua specificità nel corpo, non c’è separazione nella vita e non c’è separazione nel mio modo di affrontarla. Lei sfugge, non si autorappresenta in un personaggio. Ha sempre avuto la capacità di essere diretta, non c’è quel passaggio tra immagine e rappresentazione».

Inaugurata contestualmente all'allestimento permanente della collezione Eccentrica, la mostra è stata accompagnata da numerose iniziative: la presentazione del volume Porpora seguita dalla proiezione del film-documentario di Roberta Tortora Le Favolose (7 maggio), un incontro speciale con la fotografa in occasione della prima serata della serie e se ci entrassi dentro? (13 ottobre) e un dialogo tra Sandra Cane e Antonia Caruso sulla visibilità dei corpi trans e queer (15 ottobre).

Nell'ottobre 2023, il progetto della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana Intersezioni. Nuove acquisizioni fotografiche al Centro Pecci: Jacopo Benassi, Armin Linke, Lina Pallotta è risultato vincitore del bando Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Grazie al bando, sedici fotografie di Pallotta incluse nella mostra sono state acquisite per la collezione permanente del Centro Pecci.

Testo di: Giorgio Di Domenico