Inserita nelle celebrazioni regionali per il ventennale della caduta del Muro di Berlino, la mostra allestita nello Spazio Teatro presentava fotografie scattate tra il 1959 e il 1989 nella Germania Est dal fotoreporter Thomas Billhardt (Chemnitz, 1937 - 2025).
Informazioni sulla mostra
Informazioni sulla mostra
Nato a Chemnitz dalla fotografa ritrattista Maria Schmid-Billhardt, sopravvissuto al Nazismo e alla Seconda guerra mondiale, Billhardt si era formato all’Università di Lipsia. Ventiquattrenne era diventato fotoreporter per la Freie Detsche Jugend che già nel 1961 lo aveva inviato a Cuba. In pochi anni, era diventato uno dei reporter di guerra più celebri al mondo, autore di reportage famosissimi come quelli dal Vietnam e dalla Palestina. Fotografo ufficiale della Deutsche Film AG, nel 1975 aveva seguito la produzione del documentario Die verdammten Toscaner, diretto da Karl Gass e dedicato all’attività delle amministrazioni comuniste in Toscana, con un’attenzione particolare alle comunità operaie di Pisa, Siena, Carrara, Prato, Lucca, Livorno e Piombino. Da quell’esperienza era nato il volume Toscana immagini, pubblicato nel 1976 dalla Giunta Regionale Toscana. Quell'anno, inoltre, aveva fotografato la Festa nazionale de l’Unità di Firenze.
Complice, forse, questo precedente toscano, nel 2009 la Regione Toscana inserì una mostra di Billhardt all'interno di Prima o poi tutti i muri cadono, un programma di celebrazioni per il ventennale della caduta del Muro di Berlino coordinato dalla Mediateca Toscana. Ospitata dallo Spazio Teatro del Centro Pecci e curata dal direttore Bazzini, la mostra presentava le fotografie scattate da Billhardt nel suo paese, la Germania Est. Ben inserito nelle strutture ufficiali dello Stato, sin dagli anni Cinquanta il fotografo aveva infatti documentato estensivamente la realtà della DDR e i suoi eventi più importanti: nel 1974 aveva immortalato un “bacio di fratellanza” tra il presidente della Germania Est Erich Honecker e il leader sovietico Leonid Breznev, quindici anni dopo aveva fotografato la caduta del Muro.
Il titolo della mostra, Era così, riprendeva quello di un suo volume del 1999, dedicato proprio a immagini della DDR: Alles war so, alles was anders: Bilder aus der DDR, (Tutto era così, tutto era diverso: immagini dalla DDR), scritto in collaborazione con Kerstin Hensel (Karl-Marx-Stadt, 1961) e pubblicato dalla casa editrice Kiepenheuer di Lipsia.
In occasione della mostra, Billhardt donò al Pecci ben 64 delle sue fotografie, sia in bianco e nero sia a colori, scattate tra il 1958 e il 1989. La donazione costituisce uno dei nuclei monografici più importanti all'interno della Collezione, di cui arricchisce l'ampia sezione dedicata al mondo sovietico e post-sovietico.
Testo di: Giorgio Di Domenico
