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Agitazione e propaganda (Agitazion und Propaganda)- (Wandzeitung im VEB Spinnerei Gera, 1984)

Artista: Thomas Billhardt

Anno: 1984

Tipologia: fotografia

Tecnica: stampa lambda colore

Dimensioni: 39x39 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0675

Scheda dell'opera

Nato a Chemnitz dalla fotografa ritrattista Maria Schmid-Billhardt, Thomas Billhardt (Chemnitz, 1937 - Kleinmachnow, 2025) si era formato all’Università di Lipsia. Ventiquattrenne era diventato fotoreporter per la Freie Detsche Jugend che già nel 1961 lo aveva inviato a Cuba. In pochi anni, era diventato uno dei reporter di guerra più celebri al mondo, autore di reportage famosissimi come quelli dal Vietnam e dalla Palestina. Fotografo ufficiale della Deutsche Film AG, nel 1975 aveva seguito  la produzione del documentario Die verdammten Toscaner. Da quell’esperienza era nato il volume Toscana immagini, pubblicato nel 1976 dalla Giunta Regionale Toscana. Quell'anno, inoltre, aveva fotografato la Festa nazionale de l’Unità di Firenze.

Complice, forse, questo precedente toscano, nel 2009 la Regione Toscana inserì una mostra di Billhardt all'interno delle celebrazioni per il ventennale della caduta del Muro di Berlino. Ospitata dallo Spazio Teatro del Centro Pecci e curata dal direttore Bazzini, la mostra presentava le fotografie scattate da Billhardt nel suo paese, la Germania Est. Ben inserito nelle strutture ufficiali dello Stato, sin dagli anni Cinquanta il fotografo aveva infatti documentato estensivamente la realtà della DDR e i suoi eventi più importanti.

In occasione della mostra, Billhardt donò al Pecci ben 64 delle sue fotografie, sia in bianco e nero sia a colori, scattate tra il 1958 e il 1989. La donazione costituisce uno dei nuclei monografici più importanti all'interno della Collezione, di cui arricchisce l'ampia sezione dedicata al mondo sovietico e post-sovietico. Tra queste, Agitazion und Propaganda (agitazione e propaganda), scattata nel 1984 all'interno di un'industria tessile di Gera e stampata nel 2009, ritrae, non senza ironia, un'impiegata della fabbrica sotto un grande cartellone di propaganda. 

Testo di Giorgio Di Domenico