Frutto di un lungo lavoro di ricerca, il progetto espositivo e editoriale offriva la prima analisi retrospettiva dell'attività del gruppo fiorentino UFO, attivo dal 1967. Curata da Stefano Pezzato in collaborazione con l'Archivio Lapo Binazzi, la mostra confermava il ruolo del Centro Pecci nel processo di riscoperta delle esperienze del design e dell'architettura radicali.
Informazioni sulla mostra
Informazioni sulla mostra
UFO Story è stata la prima mostra retrospettiva dedicata al gruppo radicale fondato all'interno della Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze nel 1967 da Lapo Binazzi (Firenze, 1943), Riccardo Foresi (Firenze, 1941-2000), Sandro Gioli (Firenze, 1939), Titti Maschietto (Viareggio, 1942), Carlo Bachi (Pisa, 1939) e Patrizia Cammeo (Firenze, 1943).
Subito coinvolti nel clima e nelle vicende della contestazione studentesca, nel 1968 invasero le strade e le piazze di Firenze con sette grandi strutture gonfiabili: gli Urboeffimeri, subito documentati con una mostra fotografica alla Triennale di Milano. Sempre quell'anno, al Premio Masaccio, sostenuti da Umberto Eco, fecero sposare "Anitona" Ekberg con la statua di Garibaldi. L'anno successivo avviarono una catalogazione sistematica delle casette ANAS presenti sul territorio, cui dedicarono anche un gonfiabile (1969) e, anni dopo, una mostra a Milano e una pubblicazione edita dal Centro Di (1974). Parallelamente si dedicarono al design: disegnarono la Lampada Dollaro (1969) e progettano interni surreali in giro per la Toscana, dal negozio di sport Forza John al ristorante Sherwood a Firenze, sino alla celebre discoteca Bamba Issa a Viareggio, con tanto di ippopotami e cammelli. In dialogo serrato con le ricerche coeve dell'arte contemporanea, gli UFO intrecciarono riferimenti Pop, immaginario onirico e affilata critica politica. Per l'Eurodomus 4 di Torino del 1972 progettarono la Casa a ostacoli sul territorio, l'anno successivo per la mostra Contemporanea organizzarono un loro, divertito Giro d'Italia. Evasione alla rovescia sul territorio. A metà anni Settanta, gli UFO, entrati in Global Tools e sempre più diretti da Binazzi, approdarono all'idea di non-design: nel 1975 aprirono in piazza del Limbo a Firenze il Laboratorio Artigianale Casa ANAS. Nella seconda metà del decennio Binazzi si concentrò sempre più sulla pratica performativa: alla Pergola, alla Galleria Schema, da Zona, al Centro Brera di Milano. L'anno successivo, convocati da Lara-Vinca Masini, gli UFO si riunirono a Venezia per presentare alla Biennale la loro ultima azione di gruppo: La B/arca ANAS, in navigazione fra i canali, diretta verso i Giardini.
Ufo Story, titolo preso a prestito da una prosa poetica composta dai membri del gruppo, documentava tutte le stagioni della loro attività, seguendo le ricerche di Binazzi anche dopo il 1978. Negli spazi della Lounge e della Project Room erano raccolti oggetti, fotografie, video, progetti, pubblicazioni e edizioni, in maniera non dissimile da quanto era stato realizzato pochi mesi prima con la rassegna retrospettiva dedicata al Superstudio, altro gruppo protagonista della scena radicale.
La mostra era interamente costituita da opere provenienti dall'Archivio di Binazzi, dalla collezione del Centro stesso, dove erano state depositate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato a seguito di acquisti mirati dedicati al design e all'architettura radicali, e dalla collezione privata di Carlo Palli (Prato, 1938), da cui proveniva, ad esempio, il grande assemblaggio Rocchetto e ombrellone (1976).
Le impegnative ricerche d'archivio propedeutiche alla mostra e alla pubblicazione erano state condotte da Barbara Saura, soprattutto presso l'Archivio Lapo Binazzi - UFO.
Il 6 ottobre 2012, in occasione della Giornata del contemporaneo, il Centro organizzò l'Incontro con gli UFO, un momento performativo dei fondatori del gruppo, seguito da una visita alla mostra. A novembre, inoltre, il Festival Lo Schermo dell'Arte dedicò una programmazione speciale agli UFO: al Cinema Odeon di Firenze vennero proiettati Urboeffimero n. 6 (1968), Alé Viola! (1969), Casa a ostacoli sul territorio (1972) e Giro d'Italia (1972).
Testo di: Giorgio Di Domenico
