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Yin-Yang. Tavolino e sedia per l'ospite gradito

Artista: Massimo Mori

Anno: 1995

Tipologia: oggetto

Tecnica: multistrato di faggio, idropittura

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0810

Scheda dell'opera

Medico di formazione, nato in provincia di Mantova, ma formatosi tra Bologna e Firenze, Massimo Mori (Quistello, 1944) aveva esordito con una prima plaquette di poesie nel 1965. Negli anni Settanta si era avvicinato alla pratica del Tai Chi Chuan e nel 1983 aveva fondato a Firenze il movimento poetico Ottovolante. Dal 1989 al 2013, inoltre, aveva diretto gli Incontri Letterari del Caffè Le Giubbe Rosse di Firenze. Protagonista della poesia sperimentale italiana, ha portato avanti una pratica intermediale capace di intrecciare ricerche visive, sonore, elettroniche, video e performative, profondamente influenzata dalle culture orientali. Nel 2010 il Centro Pecci ospitò la sua prima mostra personale in un’istituzione museale, Percorsi di una ricerca pratica, organizzata da Stefano Pezzato all’interno dello Spazio CID.

In occasione dell'inaugurazione della mostra, l'artista donò al Centro Pecci un esemplare di Yin-Yang. Tavolino e sedia per l'ospite gradito (1995), un prototipo di design selezionato dall'architetto Simone Micheli (1964-2025), realizzato in otto esemplari a cura del Comune di Roma nel 1996 e già esposto alla fiera veronese di arredamento Abitare il Tempo. Lo stesso Mori, nel video-catalogo prodotto in occasione della mostra al Pecci, ha offerto una spiegazione efficace dei riferimenti, dei significati e del processo costruttivo dell’oggetto: «Yin-Yang. Tavolino e sedia per l'ospite gradito è stata realizzata nel 1995 partendo come sono solito fare da una poesia, ma in particolare dalla forma dei grafemi di un "SOS" che viene lanciato nel testo della poesia da chi è in cerca di ospitalità. Da questi grafemi e dal testo poetico dedicato ai temi della diversità e anche dell'armonia degli opposti, cioè Yin-Yang, prese il via un progetto grafico che gradualmente approdò al design di un tavolino e una sedia “per l'ospite gradito”. Abbandonando, nella realizzazione finale e nella sintesi formale, la composizione verbale del testo poetico che avevo scritto, dai grafemi di “SOS” ho recuperato le due “S” come montanti delle sedie e del tavolo, mentre la “O” è diventata il piano d'appoggio e di seduta. Ciò in effetti concorda nell'armonia degli opposti con il simbolo del Tao, dove il cerchio è la “O” di “SOS” e la “S” diventa la sinusoide che divide ma anche congiunge il bianco, Yang, dal nero, Yin. Ora questo armonioso scambio degli opposti si realizza in modo esemplare nella possibilità di capovolgere la sedia per l'ospite gradito, con l'offerta opzionale di una seduta Yin […] L’originalità di Yin-Yang consiste soprattutto nel derivare da una scrittura poetica e nell'averla realizzata con un lungo lavoro non semplice, attraversando in modo concreto le valenze concettuali del testo, diventato alla fine un'opera di design che in realtà è in sé giustificata dall'ergonomia e dall'estetica. Qui in questa mostra sono presenti anche quattro stili di montaggio dei trenta previsti che evidenziano come anche quelli che sono i passaggi nella realizzazione di un'opera d'arte, in realtà, veicolino essi stessi un proprio valore. La struttura dal punto di vista pratico è pienamente utilizzabile: “l’ospite gradito” può scegliere tra una seduta nera Yin, oppure una seduta bianca Yang».

Testo di Giorgio Di Domenico