Ad ottobre torna CineBrividi, la rassegna del Centro Pecci Cinema tra grandi classici dell’horror, nuove visioni e incontri con i registi. Per CineBrividi Cult, Essi vivono di John Carpenter torna sul grande schermo: un paio di occhiali svela una realtà nascosta, tra fantascienza e critica sociale.
L'invasione degli "aliens" è già cominciata, anche se nessuno se n'è accorto. Se ne accorge per caso un giovanotto, quando, inforcato uno strano paio di occhiali vede orribili teschi (al posto delle sembianze del tutto umane che gli apparivano a occhio nudo). Gli "aliens" inoltre non sono venuti per scopi pacifici: vogliono dominare il mondo e l'unico a saperlo è il giovanotto. Un buon ritorno di John Carpenter dopo parecchie discutibili prove.
"Una delle scene più memorabili di Essi Vivono (titolo originale They Live), capolavoro di John Carpenter, arriva dopo appena mezz’ora di film, in modo totalmente inaspettato e sorprendente. Il protagonista John Nada (Roddy Piper) indossa un paio di occhiali da sole e scopre che il mondo che lo circonda non è altro che un involucro in bianco e nero invaso da messaggi subliminali. Sui cartelli pubblicitari e fra le pagine dei quotidiani campeggiano imperativi economici, sociali e culturali: OBBEDISCI, CONSUMA, SPOSATI E RIPRODUCITI. Una mazzetta di banconote suggerisce invece IO SONO IL TUO DIO. Pochi altri film nella storia del cinema riescono a produrre un effetto così alienante, svoltando improvvisamente da un impianto che fino a quel momento viaggiava nei dintorni del thriller fantascientifico. Da qui in poi la fantascienza diventa solo un pretesto per rappresentare una visione politica radicale e paranoica. Carpenter non si limita a suggerire la distopia politica, come fa ad esempio Paul Verhoeven in Robocop, ma la palesa in maniera evidente, spogliandola da ogni sovrastruttura per mostrarla nuda e cruda per parlare più allo spettatore che al protagonista del suo lungometraggio. È un pugno allo stomaco fulmineo e inatteso, tanto che il saggista Jonathan Lethem ha definito quella sequenza come “10 minuti di sublime dissonanza cognitiva".". (Daniele Lombardi)
