Elle fa ritorno alla magione del padre, Johnny Thunders (solo omonimo del musicista rock), dove trova Hunter, una giovane starlette in cerca di successo, e Dominique, la sua giovane matrigna. Il padre, figura misteriosa e amante del vizio, racconta loro la leggenda di Leather Man, un'entità diabolica e apparentemente inarrestabile che arriva con la nebbia e uccide giovani ragazze. Dopo breve tempo, Elle assiste a un delitto compiuto da Leather Man e si prepara ad affrontarlo.
Refn Celebration
Giovedì 1 ottobre arriva al Centro Pecci Cinema l'evento Refn Celebration!
Con un unico biglietto si potranno (ri)vedere Drive, il capolavoro del regista danese Nicolas Winding Refn e a seguire il suo ultimo attesissimo film, Her private hell, preceduto da un'intervista a cura del critico cinematografico Mattia Carzaniga.
Due film, un unico biglietto
La serata si aprirà alle ore 18:30 con Drive, l’iconico film del 2011 con Ryan Gosling che ha consacrato a livello internazionale il talento di Nicolas Winding Refn, di nuovo sul grande schermo in occasione del suo 15° anniversario in una nuova versione restaurata in 4K.
Alle ore 20:45, preceduto da un'intervista a cura del critico cinematografico Mattia Carzaniga, sarà la volta di Her private hell, l'ultimo lavoro del regista danese, presentato in anteprima mondiale Fuori Concorso al Festival di Cannes e distribuito da MUBI. Ambientato in un suggestivo mondo futuristico, Her private hell è un ipnotico thriller interpretato da Sophie Thatcher, Charles Melton, Kristine Froseth, Havana Rose Liu, Diego Calva e Dougray Scott. Il film è stato tra le opere più sorprendenti e dibattute del Festival, grazie alla sua visione audace e a un linguaggio cinematografico senza compromessi.
"Un’opera insieme terribilmente decisiva e apertamente accessoria, nel senso proprio degli accessori al centro della scena (i diamanti del make up che diventano le rocce della scenografia interplanetaria, i guanti di pelle di Leatherman, l’accetta come regalo paterno, i gioielli e i bracciali di Elle, fino alle mutandine “della discordia”), perché i corpi è difficile che si possano toccare davvero in questo cinema, nonostante l’esplosiva performance di Sophie Thatcher, ma gli oggetti si possono accarezzare, sedurre, contendere, ancora una volta mozzare". (Sergio Sozzo)
