Ad ottobre torna CineBrividi, la rassegna del Centro Pecci Cinema tra grandi classici dell’horror, nuove visioni e incontri con i registi. Per CineBrividi Cult, Scream – Chi urla muore di Wes Craven chiude la maratona di Halloween del 31 ottobre alle 23:55, giocando con le regole dello slasher e le aspettative del pubblico.
Nella cittadina americana Woodsboro si aggira un pericoloso serial killer che agisce coperto con una maschera da fantasma dell'opera. Mentre Sidney, la cui madre è stata assassinata un anno prima, si trasferisce a casa dell'amica Tatum, i giovani Billy, Stu e Randy, appassionati di cinema horror, hanno un motivo in più per organizzare serate all'insegna del brivido. Ma dopo un po' realtà e finzione finiscono per mescolarsi.
Scream – Chi urla muore di Wes Craven chiude la maratona di Halloween del 31 ottobre.
Sabato 31 ottobre, CineBrividi festeggia Halloween con una maratona al Centro Pecci Cinema, dal pomeriggio a notte fonda. Si comincia alle 16:30 con l’autostrada senza fine di It Ends, per proseguire alle 18:30 con la musica e l’irriverenza di The Rocky Horror Picture Show. Alle 21:00 arriva in anteprima nazionale Hope di Na Hong-jin, mentre alle 23:55 Scream di Wes Craven chiude la notte giocando con le regole del cinema horror. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli italiani.
"Il talento visivo e la maestria figurativa di Craven (impareggiabile l'uso della steady-cam) trascina il film in un crescendo notevole di suspense, alle soglie del thriller (chi è l'assassino?): nell'ultima mezz'ora, durante una specie di pigiama party post-moderno di adolescenti che ripassano 'Halloween' in vhs, eccitati dalla morte, dal sesso e dal cinema in un farneticante e distruttivo gioco delle parti, 'Scream' si esalta nel massimo potenziale di visionarietà, in un delirio di colpi di scena ad alto contenuto ematico, di aggressioni alle spalle, appostamenti, Cigolii, grida, capovolgimenti di fronte. L'horror si satura, la paura è un ectoplasma della psiche e dell'inconscio, il serial killer non è un bau-bau esterno ma 'qualcosa' dentro di noi". (Fabio Bo)
