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Jeremy Deller, Everybody in the Place (trailer) | Second Summer of Love

20 – 25 novembre 2018

网视 / MOSTRE



prodotto da Gucci and Frieze

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Proiettata in anteprima italiana al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci dal 6 al 25 novembre, la rassegna "Second Summer of Love", commissionata e prodotta da Gucci e Frieze, prosegue il programma di eventi legato ai trent’anni di attività del Centro Pecci.

 

 

20 – 25 novembre: Jeremy Deller

Everybody in The Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992

 

Il fenomeno acid house viene spesso descritto come un prodotto sui generis, ispirato da un manipolo di DJ che lavorava a Londra e aveva scoperto l’ecstasy durante una vacanza a Ibiza nel 1987. In realtà l’esplosione dell’acid house e dei rave nel Regno Unito fu il prodotto di un più vasto e profondo insieme di punti di rottura, già presenti nella cultura britannica, che s estendevano dal cuore delle città alla campagna più remota, attraversando linee di demarcazione fra classe, identità sociale e geografia finora ritenute impenetrabili. Con Everybody In the Place Jeremy Deller ribalta i comuni concetti di rave e acid house ponendoli al centro dei cambiamenti sociali di portata sismica che sconvolgono la Gran Bretagna negli anni ‘80. Materiali d’archivio rari o inediti raccontano il passaggio dai movimenti di protesta ai rave party nei capannoni abbandonati, l’agitazione degli operai che tracima nello sfogo caotico in pista da ballo. SECOND SUMMER OF LOVE "Second Summer of Love" è una serie di film d’artista che richiamano un altro trentennale che ricorre quest'anno: nel 1988 infatti la musica elettronica e la cultura giovanile esplodono nel Regno Unito, per espandersi subito dopo in Europa e negli Stati Uniti. Le radici dell’acid house e la scena rave – il modo in cui hanno rivoluzionato lo stile di vita dei giovani e hanno avuto un impatto duraturo sulla cultura contemporanea, comparabile a quello della controcultura degli anni ’60 – rappresentano l’ispirazione dell’opera di Jeremy Deller, mentre gli scenari che hanno preceduto e influenzato la cultura rave ispirano le opere di Wu Tsang e Josh Blaaberg. Dai night club LGBT a New York, ai capannoni di Berlino e ai rave illegali organizzati nelle vicinanze dell’autostrada M25 che circonda la capitale britannica, l’acid house ha fatto da colonna sonora al frenetico smantellamento delle vecchie certezze, e alla costituzione di un nuovo ordine sociale.

 

Altri film in programma

6 – 11 novembre: Wu Tsang

Into a Space of Love

 

13 – 18 novembre: Josh Blaaberg

Distant Planet: The Six Chapters of Simona

 

Jeremy Deller, Everybody in the Place, An Incomplete History of Britain 1984-1992, 2018 (trailer). Commissionato e prodotto da Frieze e Gucci. Courtesy l'artista







网视 / MOSTRE
Ren Hang. Nudi | intervista a Cristiana Perrella

Ren Hang. Nudi

a cura di Cristiana Perrella

04 giugno —30 agosto 2020

 

Esplicito ma anche poetico, il lavoro dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987– 2017) è esposto per la prima volta in Italia con una selezione di 90 fotografie, accompagnate da un portfolio che documenta il backstage di uno shooting di Ren Hang nel Wienerwald nel 2015 e un’ampia sezione di libri rari sul suo lavoro. Ren Hang è noto soprattutto per la sua ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura, che ha per protagonista una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Per lo più nudi, i suoi soggetti appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, i loro volti impassibili, le loro membra piegate in pose innaturali. Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati come oggetti di scena assurdi ma dal grande potere evocativo. Sebbene spesso provocatoriamente esplicite nell'esposizione di organi sessuali e nelle pose, che a volte rimandano al sadomasochismo e al feticismo, le immagini di Ren Hang risultano di difficile definizione, scottanti e allo stesso tempo pure, permeate da un senso di mistero e da un’eleganza formale tali da apparire poetiche e, per certi versi, melanconiche. I corpi dei modelli – tutti simili tra loro, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne – sono trasformati in forme scultoree dove il genere non è importante. Piuttosto che suscitare desiderio, queste immagini sembrano voler rompere i tabù che circondano il corpo nudo, sfidando la morale tradizionale che ancora governa la società cinese. In Cina infatti, il concetto di nudo non è separabile da quello di pornografia e il nudo, come genere, non trova spazio nella storia dell’arte. Le fotografie di Ren Hang sono state per questo spesso censurate. “Siamo nati nudi…io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale” (Ren Hang).


网视 / MOSTRE

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