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Botto&Bruno. Kids' Riot (In the House of Lost Sound)

  • Direzione museale: Marco Bazzini

  • A cura di: Stefano Pezzato

Artiste/artisti

Opere entrate in collezione

Botto&Bruno, Gianfranco Botto, Roberta Bruno, Kids' Riot, 2006–2007

Catalogo

Botto&Bruno. Kids Riot (In the House of the Lost Sound), Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, 175 pp., 8885191524, testi di Stefano Pezzato, Massimo Ilardi, Silvio Bernelli

Rassegna stampa

Kids' Riot, «arte.it», 6 marzo 2008 (online)

Gaia Pasi, Botto & Bruno, Prato, Museo Pecci, «exibart», 25 marzo 2008 (online)

Risorse correlate

Attivo dalla metà degli anni Novanta, il duo Botto&Bruno, composto da Gianfranco Botto (Torino, 1963) e Roberta Bruno (Torino, 1966), presenta nello Spazio Lounge e nel cortile del Centro Pecci un video inedito e un'installazione site-specific.

Informazioni sulla mostra

Sin dal loro debutto nel 1995, Botto&Bruno hanno indagato con il video, la fotografia e grandi installazioni l'immaginario visivo delle periferie. Invitati alla Quadriennale del 1999 e già inclusi nella rassegna Futurama organizzata nel 2000 al Centro Pecci, nel 2001 avevano preso parte alla Biennale di Venezia, curata quell'anno da Harald Szeeman. Vicini al contesto toscano, avevano partecipato a varie collettive all'interno del territorio regionale e presentato mostre personali alla Fondazione Teseco di Pisa (2000) e al Palazzo delle Papesse di Siena (2006). Non sorprendeva, dunque, l'invito per una presentazione personale al Centro Pecci, preceduta da un workshop organizzato nel settembre del 2007 e i cui risultati erano presentati, in contemporanea con la mostra, presso l'Officina Giovani – Cantieri Culturali Ex Macelli.

La mostra, curata da Stefano Pezzato, era composta da due lavori: il video inedito Kids' Riot (2006-2007), poi entrato nella collezione del Centro, e la grande installazione In the House of Lost Sound (2007). Il video, girato in bianco e nero, sgranato e rallentato, riprendeva da lontano una battaglia di strada a colpi di scatole di cartone tra due bambini. In sottofondo scorreva violentissimo il brano Eresia (1984) del gruppo hardcore punk torinese Destino.

L'installazione, montata in diagonale tra il cortile esterno e l'area lounge del Centro, era una grande scatola abitabile, composta da dettagli architettonici fotografati nella periferia pratese e riproposti in scala uno a uno, con inevitabili incoerenze e sconnessioni: si trattava di una delle tecniche più riconoscibili del duo, interessato a costruire e portare all'interno dello spazio espositivo un surrogato imperfetto dello spazio urbano. Alcune fotografie digitali, nell'archivio del Centro, documentano l'attività di ricerca fotografica condotta nella disordinata periferia industriale pratese. All'interno della House of Lost Sound erano allestite una batteria e delle cuffie, oltre a collage di volantini e altri materiali relativi al mondo del rock alternativo, da sempre esplorato e frequentato da Botto&Bruno.

La mostra offrì l'occasione per la pubblicazione di un importante volume dedicato all'attività del duo tra 2002 e 2007.

Testo di: Giorgio Di Domenico