La mostra, curata da Stefano Pezzato nella Project Room del Centro, presentava per la prima volta il video 0O°°°oo°0Oo°O0 (2010) dell'artista sudtirolese Michael Fliri (Taufers/Tubre, 1978).
Informazioni sulla mostra
Informazioni sulla mostra
Nato in Sud Tirolo e formatosi tra Bologna e Monaco di Baviera, Fliri aveva esordito nei primissimi anni duemila, con opere video che avevano immediatamente riscosso interesse e attenzioni internazionali. Nel 2003 aveva tenuto una mostra personale al Kunstrom di Bergen, cui era seguita nel 2007 una prima mostra istituzionale in Italia ospitata dal Museion di Bolzano. L’anno successivo aveva partecipato a Manifesta7, organizzata quell’anno a Trento. Nel 2009, inoltre, aveva partecipato alla terza Biennale di Mosca. Sin dagli esordi, nella sua pratica multidisciplinare che include performance, scultura, video e fotografia ha indagato i concetti di metamorfosi, travestimento e trasformazione, con una particolare attenzione al concetto di identità individuale e al rapporto tra corpo e paesaggio .
Legato al contesto artistico toscano, nel 2007 aveva tenuto una delle sue prime personali nella galleria pratese di Alberto Fornello e due anni dopo era stato inserito nella collettiva Emerging Talents. Nuova Arte Italiana al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina – CCCS di Firenze. Il Centro Pecci, inoltre, lo aveva già coinvolto in due iniziative organizzate presso istituzioni estere: la rassegna video Misura italiana al Museo Reina Sofia di Madrid (2009) e la collettiva Italian Genius Now. Home Sweet Home organizzata per il Padiglione italiano all’Expo di Shanghai (2010) e poi passsata al Kaohsiung Museum e al Taichung Park di Taiwan (2010-2011).
Proprio nel 2011, Fliri era stato quindi invitato a presentare il suo ultimo lavoro, 0O°°°oo°0Oo°O0, nella Project Room del Pecci. Il video inedito, dalla durata di appena tre minuti e trentacinque secondi, riprende un sub che sott’acqua, in una dimensione onirica, sospesa e rallentata compie azioni quotidiane apparentemente banalissime: arrivare sulla porta di casa, entrare, aprire una botola. Quella botola separa lo spazio subacqueo da quello esterno: il sub lo supera per un attimo con la testa e con i piedi, per poi tornare verso le profondità dell’abisso con una lunga scala a pioli. Del protagonista resta, nell’inquadratura, soltanto una scia di bolle: quell’0O°°°oo°0Oo°O0 che dà il titolo al video e alla mostra, caratterizzandone anche il sonoro.
Conclusa la mostra, il Centro Pecci acquistò dall’artista per la collezione l’esemplare 1/5 del video.
Testo di: Giorgio Di Domenico
