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Cortile

Artista: Vittorio Corsini

Anno: 2002

Tipologia: grafica

Tecnica: cartoncino, inchiostro a getto, matita

Dimensioni: 52x28 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 1046

Scheda dell'opera

Il toscano Vittorio Corsini (Cecina, 1956), formatosi all’Università di Pisa, si era imposto sulla scena romana sin dalla fine degli anni Ottanta con mostre organizzate alla Galleria L’Attico di Fabio Sargentini. Incluso nelle varie rassegne italiane sulla giovane arte degli anni Novanta, nel 1992 aveva partecipato alla Triennale di Fellbach, l’anno successivo era stato incluso nella rassegna del Pecci In Forma e nel 1997 aveva preso parte alla XII Quadriennale di Roma. Due anni dopo, la sua personale Spazio aperto era stata ospitata dalla Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Nel 1998, intanto, era tornato ad esporre al Centro Pecci in occasione della rassegna Au Rendez-vous des amis, cui avevano fatto seguito le partecipazioni a Futurama (2000), Continuità (2002) e a numerose presentazioni della collezione permanente. Docente all’Accademia di Brera, Corsini porta avanti una pratica pluridecennale di installazioni pubbliche nello spazio urbano di Peccioli. 

Già nel catalogo di Futurama era documentata l’installazione Cortile (1995), composta da sedie di legno e piccoli alberi in vaso, disposti nello spazio, realizzata proprio a Peccioli. L’opera donata dall’artista alla collezione del Centro in occasione della mostra Continuità (2002) è il progetto di una possibile variazione dell’installazione, pensata per l’anfiteatro del Pecci e composta da cinque sedie in bronzo e venticinque piante di fico disposte regolarmente all’interno di un quadrato di circa dodici metri di lato. Il progetto digitale, stampato su carta, è arricchito da note manoscritte a matita e da rialzi colorati, forse ad acquerello, degli alberi e delle sedie. Le fotografie di allestimento della mostra, scattate da Carlo Fei, permettono di riconoscere l’opera effettivamente installata nel cortile del Centro, di fronte all’anfiteatro. 

Testo di Giorgio Di Domenico