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Senza titolo

Artista: Nicola Fabriani

Anno: 1998

Tipologia: fotografia

Tecnica: stampa b/n su carta baritata virata al selenio

Dimensioni: 51x61 cm

Provenienza: donazione dell'artista

Riferimento: 0155

Scheda dell'opera

Tra gli anni Novanta e i primi Duemila, il fotografo italiano Nicola Fabriani (Roma, 1957) si è affermato sulla scena nazionale con un corpus ristretto di fotografie in bianco e nero dalla riconoscibilissima atmosfera surreale e di sospensione metafisica. Notato dalla critica Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 - Roma, 2017), venne invitato alla collettiva Poetica… mente: in itinere, allestita nel 1999 sotto la Loggia del Mercato Coperto di Bevagna. L’anno successivo, la stessa Bentivoglio lo incluse nella rassegna Fotoalchimie, da lei curata al Centro Pecci. In quell’occasione, Fabriani donò alle collezioni del Centro quattro sue fotografie, tutte Senza titolo: due coppie di stampe di diverso formato ottenute nel 1994 e nel 1998 da due negativi. 

La seconda coppia è stampata a partire dall’immagine, realizzata nel 1998 con un obiettivo fish-eye, di una modella con un globo in mano, fotografata in un corridoio della Biblioteca Pier Paolo Pasolini di Roma mentre quattro mani che spuntano dagli scaffali laterali le offrono quattro volumi particolarmente suggestivi. Si tratta del saggio Una realtà separata dello scrittore peruviano Carlos Castaneda (Cajamarca, 1925 - Los Angeles, 1998) in un’edizione Astrolabio del 1972; del romanzo per ragazzi L’inventore di sogni dello scrittore inglese Ian McEwan (Aldershot, 1948) nell’edizione Einaudi del 1994; della raccolta Il libro dell’inquietudine dello poeta portoghese Fernando Pessoa (Lisbona, 1888-1935) nell’edizione Feltrinelli del 1986 e di una raccolta di scritti del regista tedesco Wim Wenders (Düsseldorf, 1945) edita da Ubulibri del 1989.

Il volto della modella e il globo che stringe tra le mani sono coperti da misteriosi aloni luminosi. Come ricostruito da Francesco Suppa confrontando le leggere differenze tra le due stampe nella collezione del Centro, si tratta di un effetto fotografico ottenuto durante lo sviluppo delle immagini, facendo ricorso ad appositi «cartoncini opachi, sospesi tramite dei fili, che coprono parzialmente la carta fotografica e che consentono la sovraesposizione del materiale fotosensibile nei punti lasciati scoperti». Suppa ha anche rintracciato il sottile sistema di riferimenti interni su cui è costruita l’immagine: «il volto femminile […] dialoga con i volti irriconoscibili nelle copertine dei libri di Castaneda e di Pessoa. Infine, lo straniato distacco della figura stessa […] la accomuna al personaggio di Damiel, la cui immagine si riconosce nella copertina nel libro di Wenders. Nel film del regista tedesco Il cielo sopra Berlino (1987), Damiel decide di perdere la sua immortalità di angelo e di vivere da umano sulla terra». Se da un lato «emerge la costante volontà di Fabriani di richiamare l’attenzione sulla dimensione temporale connaturata al suo lavoro», vero soggetto della fotografia sembra essere «il senso del tempo insito nell’operazione fotografica stessa: l’accurata predisposizione del set, la messa in scena dell’azione, le fasi di sviluppo del negativo». 

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Mirella Bentivoglio, Nicola Fabriani, in Poetica... mente: in itinere, catalogo della mostra (Bevagna, Loggia del Mercato Coperto, 1999), 1999

Francesco Suppa, scheda in Flavio Fergonzi (a cura di), Arte contemporanea per la Carovana. Opere del Centro Pecci di Prato alla Scuola Normale Superiore, Edizioni della Normale, Pisa 2023, pp. 56-59