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Fotoalchimie. La fotografia in Italia. Sperimentazioni e innesti

  • Direzione museale: Bruno Corà

  • A cura di: Mirella Bentivoglio

Artiste/artisti

Opere entrate in collezione

Alessandro Alimonti, Cronogramma 1-9, 1995

Fernando Andolcetti, Foglia, 1994

Fernando Andolcetti, Schu-bert, 1989

Fernando Andolcetti, Variazione sul tema, 1989

Richard Antohi, Tanto tempo, o intreccio, 1975

Richard Antohi, Albero mosso dal vento, 1996

Francesco Balladore Pallieri, Grande telo, 1994

Francesco Balladore Pallieri, Grande telo, 1994

Dino Bedino, Peut-être (romanzo ipotetico), 1990

Dino Bedino, Silence, 1978

Mirella Bentivoglio, Sembra, 1973

Mirella Bentivoglio, Il consumatore consumato. Uomo à la coque, 1974

Paola Binante, Seredà n.1, 1999

Tomaso Binga, Lettera M, 1979

Tomaso Binga, Lettera R, 1979

Carlo Canè, Libro graffiato, 1991

Carlo Canè, Libro lieve, 1993

Emanuele Centazzo, (S)composizione, 1986

Emanuele Centazzo, (S)composizione (Veduta veneta), 1987

Bruno Conte, Tra eclissi, 2000

Giuliana Cunéaz, Angeli, 1989

Giuliana Cunéaz, Angeli, 1989

Giuliana Cunéaz, Angeli, 1989

Luigi Di Sarro, Senza titolo, 1973

Luigi Di Sarro, Senza titolo, 1973

Chiara Diamantini, "Le porte di K." da "Il Processo" di Franz Kafka (I), 1978

Chiara Diamantini, "Le porte di K." da "Il Processo" di F. Kafka (II), 1978

Chiara Diamantini, Nadja di Breton, 1972

Anna Esposito, Ghigliottina, 1981

Anna Esposito, Viva l'America, 1989

Nicola Fabriani, Senza titolo, 1994

Nicola Fabriani, Senza titolo, 1994

Nicola Fabriani, Senza titolo, 1998

Nicola Fabriani, Senza titolo, 1998

Fasoli m&m, Spazio interattivo n. 78/6, 1993

Fasoli m&m, Spazio interattivo n. 78/7, 1993

Giancarla Frare, Scrittura dell'immaginario, 1989

Giancarla Frare, Scrittura dell'immaginario, 1989

Ida Gerosa, IWW - Dal Volante, 1990

Ida Gerosa, Pozzo di cristallo, 1998

Franco Grignani, Due S, 1956

Franco Grignani, Ritratto al plurale, 1967

Pat Grimshaw, Integrazione/disintegrazione, 1974

Pat Grimshaw, Ofelia, 1992

Elisabetta Gut, "Ti amo", "Meraviglioso ti amo", 1983

Elisabetta Gut, Sho, 1996

Ketty La Rocca, Appendice per una supplica, 1974

Ketty La Rocca, Dal momento, 1971

Paola Levi Montalcini, Collage di negativi su tela, 1964

Gian Paolo Lucato, Audire et videor... Orazio, 2000

Gian Paolo Lucato, Carteggio Vasari-Giorgione, 1999

Franco Magro, Copertura, 1975

Franco Magro, Copertura, 1975

Mauro Manfredi, John Lennon, 1990

Mauro Manfredi, Piazza Tienanmen, 1989

Maurizio Marchese, Superficie, 1979

Maurizio Marchese, Superficie di un vetro in controluce, 1979

Maurizio Marchese, Superficie di un vetro n.1, 1979

Silvia Mejía, Tre variazioni sul simbolo, 1978

Pietro Melecchi, Senza titolo, 1978

Pietro Melecchi, Senza titolo, 1985

Gisella Meo, Col-legamento, 1980

Gisella Meo, Worldknitting (la maglia del mondo), 1995

Plinio Mesciulam, Epifania ostensibile, 1976

Plinio Mesciulam, Signora Grazia, 1977

Nino Migliori, Ossidazione, 1996

Nino Migliori, Ossidazione, 1996

Nino Migliori, Trasfigurazioni: New York, 1998

Verita Monselles, Le spose (Natura morta 1), 1975

Verita Monselles, Le vedove (Natura morta 2), 1975

Leonardo Mosso, Raygraph, pezzo n. 6, 1983

Ugo Mulas, Fine delle verifiche. Per Marcel Duchamp, 1970–1972

Bruno Munari, Xerografia originale, 1970

Luca Maria Patella, Luca firma il cielo di Montefolle, 1970

Luca Maria Patella, We are DEN&DUCH, 1985

Claudia Peill, Intrecciato, 2000

Claudia Peill, Uno due tre, stella!, 1998

Concetto Pozzati, Autoritratto, 1974

Concetto Pozzati, Autoritratto, 1978

Giustina Prestento, Marta/Intrecci, 1988–2000

Giustina Prestento, Marta/Intrecci, 1987–2000

Giustina Prestento, Marta/Intrecci (da musica di Vittorio Gelmetti), 1986–1988

Giustina Prestento, Marta/intrecci (da musica di Vittorio Gelmetti), 1988

Domenico Pupilli, Dürer Tav. III, Granchio dell'Adriatico, 2000

Domenico Pupilli, Rotoballa con Madonna del Magnificat, 1985

Ornella Rovera, Fotorilievo, 1993

Guido Sartorelli, Milano, 1985

Guido Sartorelli, New York, 1993

Alba Savoi, Xeroxcultura, 1989

Franca Sonnino, Libreria, 1981

Silvano Tessarollo, Mi sono preso le mie libertà, 1999

Matilde Tortora, La Gioconda: film di cui non ci è giunta copia, 2000

Matilde Tortora, Storia di una Capinera: film di cui non ci è giunta copia, 2000

Anna Maria Vancheri, Opus reticulatum, 1983

Anna Maria Vancheri, Opus reticulatum, 1983

Luigi Veronesi, Fotogramma 24, 1936

Luigi Veronesi, Fotogramma, 1936

Ampelio Zappalorto, "O", 1995

Catalogo

Fotoalchimie. La fotografia in Italia. Sperimentazioni e innesti, Artout / Gli Ori - Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 2000, 120 pp., 8887700400, testi di Mirella Bentivoglio, Bruno Corà, Italo Moscati

Rassegna stampa

Arianna Di Genova, Alchimie fra le polaroid, «il manifesto», 11 novembre 2000

Risorse correlate

Curata da Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922-Roma, 2017), la mostra offriva un'ampia rassegna delle sperimentazioni della fotografia italiana del secondo Novecento attraverso l'opera di oltre cinquanta autori. Un nucleo consistente di quasi cento opere entrò nella collezione del Centro a seguito della mostra.

Informazioni sulla mostra

Nonostante il numero di artisti coinvolti, Fotoalchimie era stata pensata come una piccola mostra collaterale: rimase allestita per poco più di un mese, all'interno degli spazi del CID / Arti visive, mentre gli spazi espositivi ufficiali del Centro erano occupati dalla grande retrospettiva di Yves Klein curata dal direttore Bruno Corà.

Già dal testo in presentazione stampato in catalogo, il direttore sottolineava come Fotoalchimie fosse stata pensata come un'occasione per acquisizioni, un'iniziativa mirata all'ampliamento delle collezioni di grafiche. Effettivamente, gli artisti coinvolti e la stessa Bentivoglio donarono al Centro ben novantotto opere, dando di fatto forma alle collezioni fotografiche del Pecci.

La rassegna era il risultato di un lavoro di ricerca e di curatela che aveva tenuto impegnata Bentivoglio per tutti gli anni Novanta, con la serie internazionale di mostre Fotoidea. Dopo aver toccato varie città italiane e internazionali, una versione della mostra era stata inclusa anche nella ventiduesima edizione della Biennale di San Paolo (1994), dove era stata co-curata dal fotografo Alessandro Alimonti (Roma, 1952), poi incluso anche nella mostra di Prato. Inizialmente pensata come ultima iterazione di Fotoidea, presto Fotoalchimie aveva assunto una fisionomia peculiare: l'idea era quella di mappare le ricerche della fotografia analitica italiana dagli anni Trenta al 2000, intrecciandola però con il lavoro di artisti attivi in altri settori, ma che avevano fatto ricorso a tecniche fotografiche: da qui, il sottotitolo "sperimentazioni e innesti". Appartenenti a generazioni diverse, gli artisti coinvolti si trovavano spesso in momenti molto diversi delle loro carriere. Nel complesso, la selezione di opere appariva qualitativamente molto discontinua.

Aperta, simbolicamente, dalle sperimentazioni di cinque padri nobili – Luigi Veronesi, Franco Grignani, Bruno Munari, Nino Migliori e Ugo Mulas – la mostra raccoglieva alcuni nuclei coerenti di opere, raccolti attorno a singoli procedimenti tecnici o ambiti tematici.

Ampio spazio, ovviamente, era dedicato al valore alchemico dei processi fotografici, con le grandi impronte di Franco Balladori Pallieri, i mosaici di Paola Binante, gli Angeli di Giuliana Cuneaz, le lunghe esposizioni di Luigi Di Sarro, il surrealismo di Nicola Fabriani, le immagini instabili di Pat Grimshaw, le grandi tele di Paola Levi Montalcini, i vetri di Maurizio Marchese, le fotoelaborazioni di Pietro Melecchi, le mossografie di Leonardo Mosso, le strane elaborazioni di Luca Maria Patella, i lavori di Giustina Prestento e le false pellicole cinematografiche di Matilde Tortora.

Altro tema centrale era quello del rapporto tra scrittura e fotografia – evidente nelle opere di Elisabetta Gut, Gian Paolo Lucato, Franco Magro, Mauro Manfredi e Plinio Mesciulam – intrecciato alla pratica, cara a Bentivoglio, della creazione di libri-oggetto e libri d'artista, con opere, oltre che della curatrice, di Carlo Canè, Chiara Diamantini, Alba Savoi e Franca Sonnino.

Era rappresentata, inoltre, l'area, definitasi negli anni Settanta, della fotografia e della poesia visiva militanti e femministe, con l'alfabeto corporeo di Tomaso Binga, i collage di Anna Esposito, le "riduzioni" di Ketty La Rocca, i ritagli di Silvia Meija, le nature morte di Verita Monselles e le fotografie ritoccate di Lamberto Pignotti. A queste esperienze si ricollegavano quelle del collage fotografico con ricorso, frequentissimo, alle cuciture: erano presenti opere di Fernando Andolcetti, Richard Antohi, Dino Bedino, Emanuele Centazzo, Giancarla Frare, Gisella Meo, Concetto Pozzati, Domenico Pupilli, Guido Sartorelli, Anna Maria Vanchere e Ampelio Zappalorto.

Infine, con apertura verso il nuovo millennio, era stato riservato dello spazio alle nuove tecniche di fotoscultura – da Ornella Rovera a Claudia Peill, sull'esempio di Bruno Conte – e di elaborazione digitale, rappresentate dalle ricerche pioneristiche di Ida Gerosa, Fasoli m&m e Silvano Tessarollo.

Complice la scala ridotta e la durata limitata, la mostra riscosse un'attenzione mediatica relativa; ad ogni modo, rappresentò una delle principali occasioni di definizione della collezione del Centro, la cui fisionomia è ancora oggi profondamente segnata dalle scelte operate da Bentivoglio.

Testo di: Giorgio Di Domenico