Scheda dell'opera
Attivo sin dalla metà degli anni Ottanta, Paul Etienne Lincoln (Londra, 1959) è celebre per le sue complesse costruzioni meccaniche che intrecciano riferimenti alla letteratura, alla storia e alla musica. Impegnato in lunghe fasi di ricerca, porta avanti progetti di amplissimo respiro: New York New York, una complessa storia tecnologica della città dove l'artista risiede, ad esempio, è stato avviato nel 1986 e sinora ha prodotto trenta installazioni. Vicino al contesto italiano, nel 1990 aveva presentato la mostra Thirty Bonds from New York Hot - New York Cold presso la sede fiorentina della galleria di Victoria Miro. Sin dai primi anni duemila, una delle sue gallerie di riferimento è la torinese Guido Costa Projects. Sue mostre e progetti personali sono stati presentati all'Hamburger Banhof di Berlino (2003), al Museum Folkwang di Essen (2003), alla South London Gallery (2011) e al Museo dell'Automobile di Torino (2023). Nel 1993 è stato invitato alla rassegna Prospect '93 di Francoforte, nel 2000 a Greater New York al MoMA P.S.1, nel 2002 alla Biennale di Sidney.
Nel novembre 2015 l'artista ha presentato a Torino, nella galleria di Guido Costa, The Glovers' Repository. Si tratta di una delle complesse costruzioni meccaniche per cui Lincoln è più celebre. All'interno di un'imponente vetrina, ventiquattro guanti ruotano su loro stessi, mossi da un meccanismo basato su quello del Big Ben. Ognuno dei guanti, in numero uguale a quello delle ore del giorno, rimanda a una figura storica o letteraria nota per aver compiuto o subito un tradimento: da Napoleone (Ajaccio, 1769 - Sant'Elena, 1821) alla truffatrice britannica Mary Toft (Godalming, 1703-1763), da Mata Hari (Leehuwarden, 1876 - Vincennes, 1917) sino a Eliza Doolittle, personaggio interpretato da Audrey Hepburn (Ixelles, 1929 - Tolochenaz, 1993) nel film My Fair Lady (1964). Nell'arco di un'ora, ogni guanto compie un numero di rotazioni equivalente a quello degli anni vissuti dal suo proprietario. L'installazione è accompagnata da schede esplicative dedicate a ognuno dei ventiquattro personaggi evocati all'interno del Repository, installate a parete e riprodotte all'interno di un libro d'artista. The Glovers' Repository conferma l'eccezionale erudizione di Lincoln e la sua incredibile dedizione nella costruzione di poche, complicatissime opere.
Come ha scritto l'artista, chiarendo il significato simbolico dell'installazione, «un guanto è una metafora e uno strumento, simile a un isolante o a una membrana di isolamento, che permette a chi lo indossa di venir meno a promesse inverosimili grazie a un’apparente mancanza di contatto o di sensibilità. La carezza di un guanto è una seduzione che può smentire la propria stessa intenzione!».
Presentata per la prima volta al Centro Pecci all'interno della mostra collettiva Il giardino dell'arte, curata nella primavera 2022 dal direttore Collicelli Cagol, l'opera è stata successivamente concessa in comodato dall'artista e inserita all'interno dell'allestimento della collezione permanente Eccentrica.
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Paul Etienne Lincoln, The Glover's Repository: The Tenaciousness of Subterfuge, Christine Burgin, Ghent, NY, 2016
Chiara Tagliaferri, Il tradimento indossa i guanti mistificatori del tempo, «Domani», 30 giugno 2022
