×

The Umbrella Shop Part 1 From the Episode ‘The correct way to kill’, The Avengers

Artista: Karen Kilimnik

Anno: 1992

Tipologia: installazione

Tecnica: 43 ombrelli neri, cassa di legno

Dimensioni: 80x150x80 (cassa) cm

Provenienza: acquisto presso l'artista

Riferimento: 0058

Scheda dell'opera

Formatasi alla Temple University, Karen Kilimnik (Philadelphia, 1962), dopo una manciata di collettive in gallerie americane aveva tenuto una mostra ormai leggendaria alla 303 Gallery di New York nel 1991, dove aveva presentato un’installazione ambientale ispirata all’Hellfire Club Episode of the Avengers, poi entrata nella collezione del Whitney Museum of American Art di New York. A questa prima personale erano immediatamente seguite nel 1992 una prima mostra istituzionale all’ICA di Philadelphia e altre personali presso alcune delle più interessanti gallerie europee, tutte significativamente a guida femminile: quelle di Wilma Tolksdorf a Amburgo, Jennifer Flay a Parigi, Esther Schipper a Colonia e Gisela Capitain sempre a Colonia. Tra 1991 e 1992, insieme, tra le altre, a Sylvie Fleury, aveva preso parte anche a No Man’s Time a Villa Arson e Post Human al Musée d’Art Contemporain di Losanna, poi passata al Castello di Rivoli.

Quell’anno era stata anche invitata da Marcella Cangioli a prendere parte a Small Medium Large. Lifesize, la collettiva che chiude il primo corso per curatori del Centro Pecci. In un’intervista pubblicata in catalogo era stata molto chiara riguardo alle sue intenzioni e al significato della sua installazione: «Credo che realizzerò un progetto tratto da un episodio dello show The Avengers. Userò una cassa da imballaggio e cinquanta ombrelli. Metterò i cinquanta ombrelli nella cassa, cercando di ricreare quell’alone di mistero che in genere questi episodi mi ispirano. Questa è la storia di un omicidio, il corpo del morto viene nascosto sotto gli ombrelli, poi qualcuno porta la cassa altrove... ma non ricordo bene come mai… [...] The Avengers è un serial televisivo, nato alla fine degli anni ‘60, in cui i protagonisti sono degli investigatori al servizio del governo [...] Mi affascina tutto ciò che è entertainment, perché rende la vita molto più avventurosa e divertente. Hai la possibilità di travestirti, di fare cose proibite, ti senti libera di andare oltre, i confini del mondo si allargano. Le mie installazioni sono realizzate con attrezzi di scena, che sembrano reali, ma che non lo sono, sembrano oggetti scaturiti da un sogno…».

Nota in Italia come Agente speciale, The Avengers era stata una serie tv britannica prodotta in sei stagioni tra il 1961 e il 1969, lanciando quello che sarebbe poi diventato il genere SpyFi, combinazione di trame di spionaggio a elementi fantascientifici. La serie era incentrata sull’attività dell’elegante agente segreto inglese John Steed. Nella sua installazione, subito acquistata dal Centro Pecci, Kilimnik omaggiava il nono episodio della quinta stagione della serie, trasmessa nel 1967, dal titolo, appunto, The Correct Way to Kill. Nell’episodio, Steed e la sua collega Emma collaboravano con degli agenti sovietici per risolvere alcune uccisioni misteriose di altri agenti russi da parte di assassini vestiti di tutto punto. Tra le scene più iconiche, direttamente citate da Kilimnik, quelle in cui gli agenti britannici si esercitavano con bombetta e ombrelli scuri e quella in cui Emma finiva chiusa, legata e imbavagliata in una cassa di legno. Appropriandosi di un vecchio show televisivo già oggetto di culto, Kilimnik impostava una riflessione ironica e dissacrante sui meccanismi dell’intrattenimento di massa e sul ruolo che assumeva nella definizione dei gusti e degli immaginari collettivi. 

Testo di Giorgio Di Domenico