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Das Deutsche Reich

Artista: Emilio Isgrò

Anno: 2008

Tipologia: grafica

Tecnica: serigrafia in 75 esemplari

Dimensioni: 60x80 cm

Provenienza: edizione del Centro

Riferimento: 1083

Scheda dell'opera

Dopo gli esordi come poeta sperimentale nella Milano degli anni Cinquanta e un’intensa attività di cronista culturale per il «Gazzettino», Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Grotto, 1937) si afferma nel sistema dell’arte italiano nel corso degli anni Sessanta con le sue “cancellature”: obliterazioni sistematiche di parole e immagini, estese progressivamente a coprire interi libri. Invitato alla Biennale di Venezia nel 1972 – e poi ancora nel 1978, 1986 e 1993 – partecipa alle principali rassegne artistiche degli anni Settanta, collocandosi con sorprendente coerenza e progressiva carica politica al confine tra ricerche concettuali e poesia visiva. Nel 1976 lo CSAC di Parma ospita la sua prima retrospettiva, l’anno successivo ottiene il primo premio alla Biennale di San Paolo. Protagonista delle ricerche artistiche italiane del Novecento, è inserito in numerose rassegne organizzate dal Centro Pecci: Entr’acte (1998), Primo Piano (2006), Italian Genius Now (2007-2009), Oltre il grande rettile (2010), Invito al viaggio (2011), Parole, parole, parole… (2013-2014). Nel 2008, inoltre, Marco Bazzini e Achille Bonito Oliva curano una sua grande mostra personale, Dichiaro di non essere Emilio Isgrò, nelle sale del Centro, seguita dalla mostre Var Ve Yok curata nel 2010 da Bazzini all’Università Aydin di Instanbul e “Maledetti toscani, benedetti italiani”: ritratti incancellabili curata da Stefano Pezzato al Palazzo Pretorio di Prato.

In occasione della mostra personale del 2008, l’artista dona al Centro tre opere, tra cui la litografia Das Deutsche Reich, edita in settantacinque esemplari proprio per il Pecci. La stampa ripropone uno dei dodici pannelli di Weltanschauung (2007), grande opera pittorica anch'essa parte della donazione. Come ricostruito da Nadia Rizzo, per Weltanschauung «l’artista è partito da ingrandimenti fotografici di carte topografiche prese dall’edizione italiana, stampata nel 1908 dalla ditta milanese Sperling & Kupfer, dello Hand-Atlas di Adolf Stieler: si tratta di un atlante originariamente pubblicato in Germania che godette di grande fortuna editoriale». Intervenendo ad acrilico sulle dodici tavole relative a diversi paesi del mondo, Isgrò cancella quasi tutte le località geografiche indicate nelle mappe, rendendole di fatto inservibili, ma risparmiando alcuni toponimi particolarmente significativi, tra cui, appunto, "das Deutsche Reich". La fonte per l'opera chiarisce il titolo tedesco della litografia e la presenza di toponimi tedeschi ormai superati, dall'inevitabile connotazione politica. La cancellatura, così, finisce per sottolineare l'obsolescenza e la provvisorietà dei toponimi politici. 

Testo di Giorgio Di Domenico