Scheda dell'opera
Protagonista della scena artistica kirghiza, Ulan Djaparov (Bishek, 1960) è stato tra i fondatori del Museo-Studio di Bishek, punto di riferimento per le ricerche artistiche dell’Asia Centrale sin dai primi anni Novanta. Con spirito situazionista e spiccato senso dell'humor, è diventato celebre per le sue videoperformance, tra cui rientra anche E la nave va, breve documentazione video di un’azione del 2003, entrata nelle collezioni del Centro Pecci in occasione della grande rassegna Progressive Nostalgia, dedicata nel 2007 all’arte post-sovietica.
Nel video, realizzato durante la spedizione artistica Il mormorio della Terra, il silenzio del Cielo nella Siberia Meridionale, luogo di origine dei kirgizi e dei turkmeni, l’artista si riprende mentre si immerge nel lago Bajkal, nei pressi dell’isola Ol’hon, non distante dall’Ivolginskij Dacan, centro di riferimento del buddismo siberiano. L’artista ha in testa una barchetta/cappellino di carta: progressivamente, mentre avanza nell’acqua, la sua figura scompare, la barchetta si avvicina alla superficie dell’acqua e poi continua, libera, a navigare.
Come scriveva l’artista nel catalogo di Progressive Nostalgia, chiarendo i riferimenti e i significati dell’azione, «Da noi in Kirgizia esiste soltanto una generazione (o tutt’al più due) di cittadini, dal momento che i nostri antenati ancora poco tempo fa conducevano una vita seminomade. Non è semplice passare da una percezione tattile del mondo e dalla trasmissione diretta da un individuo all’altro del sapere e delle tradizioni al pensiero “testuale”, a una cultura di relazioni articolate. Nel profondo, da qualche parte, resta comunque la nostalgia per il passato. Questa performance è nata così: a un certo momento i “ricordi” di famiglia hanno preso a correre sfrenati, il mio stesso corpo voleva liberarsi dagli attributi di quella “civiltà” acquisita così di recente».
L’azione, dunque, si ricollegava alle tendenze neo-sciamaniche di molti artisti attivi nell’Asia Centrale dopo il crollo dell’URSS: «In questo lavoro volevo toccare due temi. Innanzitutto, il destino dell’artista che lascia dietro di sé solo una traccia in rapido dissolvimento, una sorta di “messaggio” e, in secondo luogo, l’emancipazione dell’individuo dai vincoli terreni, la dissoluzione del suo essere nell’Universo. Quest’opera è un gesto di rispetto verso il Lago Severo che non riconosce l’intenzionalità artistica e, nel contempo, una forma di sottile ironia nei confronti del nostro vano affaccendarsi “sulla riva”».
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Ulan Djaparov, E la nave va…, in Progressive Nostalgia. Contemporary Art from the Former USSR, catalogo della mostra a cura di Viktor Misiano, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, pp. 180-183
