Scheda dell'opera
Laureata in storia contemporanea e traduzione, attiva per un decennio come traduttrice di letteratura statunitense contemporanea, nel 2015 Adelaide Cioni (Bologna, 1976) si è diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma e, successivamente, ha studiato disegno alla University of California di Los Angeles. Attiva come artista dal 2012, ha tenuto mostre personali, tra le altre, al MAMbo (2015) e alla galleria P420 (2019, 2020, 2024) di Bologna, presso Mimosa House a Londra (2023) e a Palazzo Collicola a Spoleto (2026). Ha inoltre partecipato a numerose rassegne e mostre collettive, tra cui la diciottesima Quadriennale di Roma (2025). La sua ricerca, basata sul disegno, si estende all’installazione tessile e alla performance.
In linea con la tradizione tessile della città di Prato e in collaborazione con l'azienda locale Bellandi Spa, per la prima edizione del progetto Centro Pecci Commissione Cioni ha realizzato tredici grandi pannelli in lana ispirati a elementi astratti e naturali: Il Mondo. In occasione della presentazione della commissione, Cioni ha anche installato La Grande Mano (2023) sulla parete che sovrasta la biglietteria nel vano scale dell’Ala Nio del Centro. Si tratta di un pannello di quasi otto metri di lunghezza, realizzato in lana: su uno sfondo beige si staglia, entrando nel campo dell'opera dall’angolo superiore sinistro, una grande mano arancione, in un colore simile a quello utilizzato per gli elementi tessili di Eccentica, l’allestimento permanente della collezione del Centro che il visitatore incontra subito dopo aver visto La Grande Mano. Insieme saluto e carezza, l’opera sembra svolgere infatti, innanzitutto, una funzione di accoglienza o, all’uscita, di commiato: una mano ridotta alle sue linee essenziali, trasformata quasi in semplice motivo geometrico, che si integra nell’architettura del Centro stemperando la freddezza della grande parete bianca.
Come ha scritto l'artista nel testo che accompagnava la mostra Drawing for Myself, allestita alla galleria P420 di Bologna nel febbraio 2024 e in cui erano presentati anche alcuni lavori realizzati con la lana Bellandi, «È tutto abbastanza astratto. Ma tutto ha una forma fisica. Drawings for myself ha molto a che fare con il perdere tempo, con il non essere produttivi ma speculativi, con il piacere del pieno e della fisicità delle cose, ma anche con l’angoscia di non capire come si disegna il mare. O meglio di capire che è del tutto impossibile farlo, e che tutti quelli che ci hanno provato, anche i grandi maestri, anche Monet, anche Matisse, hanno solo abbozzato un’idea di mare, e nessuno è riuscito a ritrarlo davvero. Ho pensato quindi che il mare è quella cosa che puoi solo approssimare, come si può solo approssimare ciò che si vorrebbe dire» – lo stesso sempra valere per La Grande Mano (2023).
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
C'è una nuova grande opera al Centro Pecci, «Pratosfera», 9 novembre 2023 (online)
