Scheda dell'opera
Intellettuale e dissidente, Ilya Budraitskis (Mosca, 1981) è stato tra i protagonisti della sinistra post-sovietica. Nei primi anni Duemila, insieme agli artisti Aleksandra Galkina (Mosca, 1982) e David Ter-Oganjan (Rostov sul Don, 1981), ha avviato il progetto Imperspicuitas, termine latino per “opacità”. Nelle parole dello stesso Budraitskis, «l’opacità è la caratteristica fondante di qualunque epoca reazionaria segnata dal degrado sociale e noi abbiamo cercato di darle forma all’interno della nostra installazione sintetica. Il tema-chiave del nostro lavoro è l’esperienza della reazione attraverso le riflessioni dell’artista e la ricerca problematica di risorse creative nell’ambiente circostante».
L’installazione omonima, presentata all’interno della rassegna del 2007 Progressive Nostalgia e donata in quell’occasione al Centro Pecci, è composta da una tribuna in legno – simbolo di un’organizzazione gerarchica del pubblico – contrapposta a dipinti ad acrilico che riportano aforismi di area marxista legati al rapporto tra arte e rivoluzione. Gli spettatori leggono dunque frasi nelle loro lingue originali di Aleksandr Konstantinovic Voronskij, Lev Trockij, Karl Marx e Rosa Luxemburg, oltre all’Antonio Gramsci di Letteratura e vita nazionale: «Che l’uomo politico faccia una pressione perché l’arte del suo tempo esprima un determinato mondo culturale è attività politica, non di critica artistica: se il mondo culturale per il quale si lotta è un fatto vivente e necessario, la sua espansività sarà irresistibile, esso troverà i suoi artisti».
Come scriveva sempre Budraitskis, in aperta rottura con la Russia putiniana, «le tele che recano dipinte le sentenze inequivocabili dei classici della rivoluzione rappresentano un appello diretto allo spettatore, impossibile da fraintendere, privo di qualunque ambiguità. Esso non ammette possibilità di scelta o libertà di interpretazione. Gli squallidi rivestimenti di lana, separati l'uno dall'altro, le strutture volumetriche cubiche, le tele prive di colore, prospettiva e contenuto rinviano a una realtà il cui materiale costitutivo non prevede nulla se non una staticità deprimente e l'incapacità di mutare».
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Ilya Budraitskis, Imperspicuitas, in Progressive Nostalgia. Contemporary Art from the Former USSR, catalogo della mostra a cura di Viktor Misiano, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, pp. 130-133
