Scheda dell'opera
La pratica nomade e itinerante di Olga Kisseleva (San Pietroburgo, 1965), pioniera dei rapporti tra arte e tecnologie computazionali con una importante carriera all’interno del sistema accademico francese, si è sempre confrontata con la documentazione e la riattivazione dei movimenti di protesta. Nei primi anni duemila, vicina alle cause pacifiste e no-global, è stata protagonista di alcuni dei momenti che, in vari luoghi del mondo, hanno segnato lo scenario politico di inizio millennio. Nel 2003, alla settima Biennale di Lione, ha presentato per esempio l’installazione (another) point of view, composta da fotografie scattate al G8 di Genova del 2001.
Interessata a come le multinazionali hanno iniziato a spartirsi mercati periferici a seguito di catastrofi, rivoluzioni o sommosse di vario genere, Kisseleva ha presentato a Progressive Nostalgia un’animazione dedicata all’approdo di grandi multinazionali in Ucraina a seguito della “rivoluzione arancione” del 2004 e una serie di fotografie in bianco e nero relative a proteste no-global a Ramallah, Kiev, Porto Alegre e nel Kashmir. L’artista ha modificato digitalmente le immagini, cancellando simboli e slogan riconoscibili: «Malgrado le situazioni che stanno dietro alle manifestazioni qui documentate siano differenti, in queste foto si vede la stessa cosa: gente che non accetta tali spartizioni».
In particolare, la fotografia donata dall’artista al Centro Pecci in occasione della mostra sembra raffigurare le proteste del 2004 a Kiev in occasione della “rivoluzione arancione”, sulla piazza Maidan, scenario poi nel 2013 del movimento Euromaidan, alla base della seconda rivoluzione ucraina.
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Olga Kisseleva, In(visibile), in Progressive Nostalgia. Contemporary Art from the Former USSR, catalogo della mostra a cura di Viktor Misiano, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, pp. 146-149
