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Landscape

Artista: Marco Neri

Anno: 2006

Tipologia: dipinto

Tecnica: tempera su lino, tre elementi

Dimensioni: 160x600 cm

Provenienza: comodato degli Amici del Museo

Riferimento: 0614

Scheda dell'opera

Marco Neri (Forlì, 1968) è, dalla fine degli anni Ottanta, uno dei protagonisti della nuova pittura italiana: incluso nella rassegna Pittura (1996) al Castello di Rivara, nel 2001 tiene una prima mostra istituzionale al Museo d'Arte Moderna di Bologna e, sempre quell'anno, viene invitato da Harald Szeemann alla Biennale di Venezia. Ai Giardini, sulla facciata dell'ex Padiglione Italia, presenta la grande installazione Quadro mondiale (2000): le 192 bandiere dei paesi del mondo dipinte a tempera su lino. Cinque anni dopo, nella primavera del 2006, Neri è invitato al Centro Pecci dal direttore artistico pro tempore Stefano Pezzato. Nello Spazio Teatro, ricavato sotto l'anfiteatro esterno, Neri presenta la mostra Omissis. In quell'occasione, il grande dipinto Landscape (2006) viene acquistato dagli Amici del Museo e concesso in comodato per la collezione del Centro. 

Landscape è composto da tre tele di lino affiancate, ognuna di 160 per 200 centimetri: su uno sfondo nero, si stagliano segni minimali bianchi (linee, punti, cerchi...) che, come confermato dal titolo, formano un paesaggio urbano. All'interno della mostra Omissis, i tre pannelli erano disposti ad angolo: due su una parete, uno su quella perpendicolare, a chiudere il falso ufficio che serviva da spazio performativo interno alla mostra. In quello spazio, occupato dall'azione Omissis della compagnia Motus, la funzione del dipinto era chiara: sostituire le finestre e collocare l'ufficio in un grande spazio urbano notturno. Senza risalire al concetto albertiano di quadro come "finestra aperta", i riferimenti dichiarati dell'artista – Mario Sironi, Giorgio Morandi, Alighiero Boetti... – permettono di comprendere come Landscape, con la sua riduzione della pittura a un grado zero sia cromatico, sia gestuale, serva innanzitutto da riflessione teorica sull'atto stesso del dipingere e, in particolare, del rendere visibile dipingendo. 

Come ha scritto Rebecca Martucci in una scheda recente dell'opera, citando Stefano Pezzato, lo «statuto bidimensionale della pittura è confermato da Neri nella progressiva riduzione delle forme (sono, di fatto, griglie di linee e punti) e del colore (il bianco e il nero: Landscape rappresenta l’apice di questo processo). Infatti [...] Neri vuole coinvolgerci nei meccanismi percettivi della rappresentazione, al di là di illusionismi o di formalismi fini a se stessi. Il pittore pone al centro del quadro una composizione astratta di linee e punti, lasciando allo spettatore la possibilità di riconoscere in quei segni degli oggetti reali, così da "rivelar[gli] la profondità di emozioni, pulsioni e passioni che sottendono al suo rapporto con quella realtà". Si tratta dell’inverso del classico processo di astrazione, che procede da modelli oggettuali al vaglio speculativo dell’artista».

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Dalla caverna alla luna: viaggio dentro la collezione del Centro Pecci, catalogo della mostra a cura di Stefano Pezzato, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2017, p. 117

Rebecca Maria Martucci, scheda in Flavio Fergonzi (a cura di), Arte contemporanea per la Carovana. Opere del Centro Pecci di Prato alla Scuola Normale Superiore, Edizioni della Normale, Pisa 2023, pp. 112-116