Scheda dell'opera
Il gruppo REP (Revuljucionnyi Eksperimental’noe Prostranstvo, ovvero “Spazio Rivoluzionario Sperimentale”) è stato fondato a Kiev nel 2004, nell’anno dunque della rivoluzione arancione, da un gruppo di giovani artisti, tra cui Zanna Kadyrova (Brovary, 1981), Lesja Khomenko (Kiev, 1980), Nikita Kadan (Kiev, 1982), Lada Nakonecnaja (Dnipro, 1981), Vladimir Kuznecov (Lutsk, 1976) e Ksenija Gnilickaja (Kiev, 1984).
Le prime azioni del gruppo, tutte ambientate nello spazio pubblico, si sono sviluppate proprio all’interno dei movimenti rivoluzionari del 2004, per poi proseguire con altre azioni di strada fondate sull’idea di presentarsi come soggetto politico interessato a conquistare uno spazio elettorale. Interessati alle strategie di comunicazione politica, i membri di R.E.P. si sono impegnati nella creazione di un linguaggio chiaro e inequivocabile, attraverso l’operazione che hanno battezzato Patriottismo. L’idea era quella di selezionare alcuni simboli universali, facilmente leggibili, da utilizzare per comporre frasi monumentali sulle facciate di edifici e dunque all’interno dello spazio pubblico.
In occasione di Progressive Nostalgia, la rassegna dell’arte post-sovietica allestita al Pecci nel 2007, il gruppo ha riportato sulle pareti esterne dell’edificio disegnato da Italo Gamberini i grandi simboli, realizzati con adesivi in PVC prespaziato, del loro inno. Le fotografie dell’epoca permettono di riconoscere delle mani che spezzano una catena e una fila di pacchi, una colomba che trasporta un pollo arrosto, una civetta appollaiata su un borsellino (simbolo della scienza fondata sul capitale) e un ombrello che protegge uno scoiattolo con un rotolo di carta igienica e una mano che regge un martello.
Come scriveva il gruppo nel catalogo della rassegna, estesa allo spazio pubblico della città proprio grazie al loro intervento, «Questa scritta-racconto composta nella lingua del Patriottismo è il tentativo di fondare una nuova Internazionale, un inno all’Europa Unita. La scritta-testo parla dei valori internazionalisti basilari. La nostra è una prospettiva piena di fiducia – la prospettiva di chi aspira a diventare membro dell’Unione Europea, una prospettiva ucraina, per esempio. A differenza dei paesi che sono entrati nell’U.E. e che ora sperimentano come sia difficile costruire una società nuova, e i paesi che per definizione in questa comunità non ci entreranno mai, l’aspirante-membro idealizza l’oggetto del proprio desiderio. La posizione idealistica degli euro-aspiranti rappresenta un elemento importante nella formazione di uno sfondo comune per l’Europa unita. La lingua di Patriottismo è stereotipata e retorica. Proprio per questo si presta così bene a esprimere la posizione dell’euro-idealista. L’internazionalismo europeo è strumentale. La sua retorica è strapiena di contraddizioni e reticenze. Proprio per questo la figura dell’“Estraneo” riveste nella scritta un ruolo particolare».
L’opera, insomma, si colloca in uno spazio politico sottile e scivoloso: appropriandosi della retorica filo-occidentale, ne mina dall’interno le strategie comunicative e le ambizioni politiche
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
REP, Patriottismo. Hymn, in Progressive Nostalgia. Arte contemporanea dall’ex URSS, catalogo della mostra a cura di Viktor Misiano, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, pp. 142-145
