Scheda dell'opera
Factory of Found Clothes, spesso abbreviato FNO, è un leggendario collettivo post-femminista fondato nel 1996 dalle artiste pietroburghesi Olga Egorova (Khabarovsk, 1968, nota con lo pseudonimo Tsaplya) e Natalja Persina-Yakimanskaya (San Pietrovurgo, 1969, nota con lo pseudonimo Gluklya), entrambe poi passate all’interno del collettivo leninista Chto Delat? (Che fare?).
All’interno di Progressive Nostalgia, grande rassegna dedicata all’arte post-sovietica allestita al Centro Pecci nel 2007, il duo presentò il video Scarlet Sails (2005), riprodotto anche sulla copertina del catalogo e acquistato in quell’occasione per le collezioni del Centro. Il video era ispirato alla celebre composizione omonima del poeta neo-romatico Aleksandr Grin (1880-1932), autoesiliatosi in Crimea e rimasto ai margini del canone letterario sovietico sino agli anni Sessanta. A partire dal 1968, a conferma del nuovo statuto raggiunto dallo scrittore dopo la morte di Stalin, ogni anno si tiene a San Pietroburgo la Festa delle Vele Scarlatte, dedicata ai maturandi e culminante nell’ingresso nel porto di un veliero dalle vele rosse. Divenuta simbolo della fiducia nell’avvenire socialista, la poesia era in realtà dedicata al sogno di individuale di una bambina, Assol’, che attendeva l’arrivo di un principe sul veliero.
Riappropriandosi del componimento, il collettivo femminista ha «cercato di analizzare entrambe queste speranze. La prima, quella di Assol’, è incarnata dalle donne anziane. Che aspettano. E aspettano già da tanto tempo. Da così tanto tempo che la loro pazienza è ormai agli sgoccioli e i nervi cominciano a cedere. Il secondo tipo di speranza (senza nome) è rappresentato dalle giovani operaie. Che non aspettano più che un principe se le porti via e pensano che confezionare le vele sia un loro preciso dovere. Per quanto riguarda la nostra posizione di autrici, noi proviamo una simpatia autentica per entrambe».
Il video è ambientato sull’isola di Kronstadt, di fronte a San Pietroburgo, all’interno dell’ultimo laboratorio per la cucitura delle vele superstite. Nella prima parte, dieci giovani operaie lavorano con dedizione alla realizzazione delle vele rosse, in un frastuono crescente e con sempre maggiore dedizione e speranza. Nella seconda parte, cinque donne anziane si piazzano al centro della stanza e iniziano a cantare la poesia di Grin. All’improvviso si gettano sulle giovani, si azzuffano e alla fine riescono a strappare loro le vele. Nel finale, sempre in bianco e nero ma con le vele rese nel loro rosso scarlatto, le donne reggono immobili le vele sulla banchina del porto, ancora in attesa del principe.
Testo di Giorgio Di Domenico
Bibliografia e sitografia
↓ Bibliografia sull'opera
Gluklya (Natalja Persina-Yakimanskaya) e Tsaplya (Olga Egorova), Scarlet Sails, in Progressive Nostalgia. Contemporary Art from the Former USSR, catalogo della mostra a cura di Viktor Misiano, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, pp. 168-171
