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Taganskaya

Artista: Vladimir Kupriyanov

Anno: 1995

Tipologia: fotografia

Tecnica: 5 c-print su alluminio

Dimensioni: 70x104, 104x155 cm

Riferimento: 0609

Scheda dell'opera

Formatosi in ambito teatrale all’Istituto di Cultura di Mosca, il fotografo e artista Vladimir Kupriyanov (Mosca, 1954) si è sempre interessato alle simbologie e ai residui visivi della storia dell’Unione Sovietica, spesso lavorando con fotografie trovate. Nel 1981, al tramonto dell’era Brezhnev e all’alba dei processi di dissoluzione dell’Unione, Kupriyanov iniziò a documentare fotograficamente le stazioni della Metropolitana di Mosca, infrastruttura simbolo della Russa di Stalin e impressionante campionario di opere trionfali del realismo socialista. L’artista agiva deliberatamente contro le norme del regime: era infatti vietato fotografare gli spazi della metropolitana, considerata uno spazio sensibile.

Le cinque fotografie stampate su alluminio entrate nella collezione del Centro in occasione della rassegna del 2007 Progressive Nostalgia sono tutte relative alla stazione Taganskaja della linea circolare Kol’cevaja. Inaugurata nel 1950, la stazione è decorata con pannelli in maiolica che celebrano gli eroi dell’Armata Rossa. All’interno di questo spazio fortemente retorico, si muove e agisce una comunità ibrida e nomade che testimonia della reale condizione del popolo russo. L’interesse principale del fotografo sembra ricadere proprio su questo contratto: nelle fotografie della serie ai dettagli delle ceramiche coi nomi e i volti degli eroi si alternano i primi piani dei passeggeri infreddoliti o addormentati.

Come raccontava lo stesso Kupriyanov all’interno del catalogo della rassegna, «Lo spazio della metropolitana di Mosca si è rivelato ai miei occhi come un complicatissimo intreccio di significati. Qui possiamo vedere espresse le ambizioni dei vari politici e dei vari sistemi (i comunismi degli anni Trenta, Quaranta, Cinquanta, Sessanta e Settanta sono totalmente diversi tra di loro). La metro di Mosca è l’entusiastico spazio vitale di molti e l’isolamento di ciascuno (isolamento che confina talora con la completa solitudine); un vero e proprio museo con sale degne di un palazzo reale; l'atteggiamento attivo dei moscoviti e quello disorientato di chi è appena arrivato in città; una cattedrale sotterranea eretta in un ridondante stile costruttivista...».

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Vladimir Kupriyanov, La metropolitana di Mosca, in Progressive Nostalgia. Contemporary Art from the Former USSR, catalogo della mostra a cura di Viktor Misiano, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, pp. 16-19