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Time has come...

Artista: Dmitri Gutov

Anno: 2007

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 230x108 cm

Provenienza: comodato della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato

Riferimento: 0599

Scheda dell'opera

All’interno della rassegna del 2007 Progressive Nostalgia. Arte contemporanea dall’ex URSS, Dmitri Gutov propose il video Demonstration (1999), incentrato su un’azione del gruppo radicale Radek, e cinque dipinti su tela. Il Centro acquisì due di questi, entrambi caratterizzati dalla riproposizione, in una grafica di gusto dichiaratamente costruttivista, di due citazioni del critico ed estetologo Mikhail Aleksandrovich Lifshitz (Melitopol, 1905 – Mosca, 1983), tra i principali interpreti della filosofia dell’arte marxista, convintamente antimodernista e stretto interlocutore di György Lukács.

Lifshitz era stato riscoperto negli anni Novanta dai circoli culturali radicali moscoviti che ne apprezzavano la critica all’arte modernista occidentale. In questo dipinto Gutov ripropone il grido di protesta che Lifshitz avrebbe lanciato nel 1923 quando ancora era allievo del Vchutemas, tempio del suprematismo e costruttivismo improntato sul modello del Bauhaus tedesco. Ribellandosi al modello modernista e, in particolare, al cubismo, in nome di un ritorno all’arte tradizionale, Lifshitz sanciva che era tempo di dire addio al timido rimescolamento delle riflessioni: “The time has come to say farewell to the mousy scrambling of reflection”.

Gutov aveva già fatto ricorso a questa citazione nella complessa opera video Lifshitz Institute (2004-2005), dedicata alla vita del pensatore e alla fondazione dell’Istituto a lui dedicato nel 1994. Il dipinto stupisce anche per i valori formali dell’impaginazione; come scriveva Viktor Misiano nel catalogo della rassegna, «il pensiero estetico marxista, ridotto a slogan politico e incarnato visivamente dalla calligrafia, non è che un tentativo di estetizzare la politicizzazione dell’arte».

Nella nuova Russia di Putin dei primi anni Duemila, Lishitz finisce per assumere una funzione analoga a quella che aveva avuto negli anni Venti, emblema di un atteggiamento antimodernista incentrato su un recupero del marxismo-leninismo classico, contro ogni forma di appiattimento sul modello occidentale.

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Viktor Misiano, Anche le parole sono fatti, in Progressive Nostalgia. Contemporary Art from the Former USSR, catalogo della mostra a cura di Viktor Misiano, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato 2007, pp. 116-119