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Two Ways of Carrying a Bomb / Instruction on How to Be Politically Incorrect

Artista: Erwin Wurm

Anno: 2003

Tipologia: fotografia

Tecnica: C-print

Dimensioni: 126x184 cm

Provenienza: comodato della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato

Riferimento: 0653

Scheda dell'opera

Formatosi all’Università di Graz e all’Accademia di Vienna, Erwin Wurm (Bruck an der Mur, 1954) è diventato celebre a livello internazionale per le sue One Minute Sculptures, avviate nel 1996: istruzioni relative a semplici gesti quotidiani, realizzabili in contesti domestici o espositivi, pensate per trasformare i loro destinatari in sculture effimere. Una riflessione ironica sul senso della scultura, sulle convenzioni sociali e sul corpo umano attraversa tutta la sua produzione, caratterizzata da un ampio ricorso alla fotografia. Sue mostre personali sono state ospitate, tra le altre, dalla Neue Galerie di Graz (1982), dalla Kunsthalle di Mannheim (1986), dalla Secessione di Vienna (1990), da Villa Arson a Nizza (1993), dal Künstlerhaus di Brema (1997), dal MAMCO di Ginevra (2001), dal Palais de Tokyo a Parigi (2002), dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia (2005), dal MACRO di Roma (2005) e da Base a Firenze (2010). Nel 2017 Wurm ha rappresentato l’Austria alla Biennale di Venezia. Nel 1988, inoltre, Wurm aveva esposto per la prima volta al Centro Pecci, all’interno della collettiva Spazi ’88 curata dal direttore Amnon Barzel. In quell’occasione, la grande scultura metallica Tank (1987) era stata acquistata per le collezioni del Centro.

Quasi vent’anni dopo, l’artista era tornato a esporre al Pecci in occasione della rassegna nazionale Opera Austria. Incluso tra gli artisti affermati a cui era dedicata una sala monografica, aveva presentato una selezione di sculture e di opere fotografiche. Tra queste, la grande stampa C-print Two Ways of Carrying a Bomb (2003), acquistata per la collezione del Centro. L’opera appartiene alla serie fotografica How to be Politically Incorrect, realizzata tra il 2002 e il 2003 e presentata per la prima volta alla Galerie Anne de Villepoix a Parigi nel 2003. Le immagini della serie ritraggono in contesti urbani persone impegnate in attività socialmente inaccettabili: dallo sputare nella minestra di uno sconosciuto all’urinare su un tappeto di casa. Molte delle fotografie della serie erano dedicate alla ricerca o al tentativo di nascondere una bomba, in risposta alla psicosi collettiva generata dagli attentati dell’11 settembre 2001. Intrecciando la sua indagine sulle convenzioni sociali a quella sulle alterazioni corporee, Wurm ritrae due uomini, vestiti in maniera identica, che mostrano due possibili nascondigli per un ordigno: in corrispondenza dei glutei o, in alternativa, nella zona inguinale.

Testo di Giorgio Di Domenico

Bibliografia e sitografia

↓ Bibliografia sull'opera

Erwin Wurm. The Man Who Swallowed the World, Hatje Cantz, Berlino 2008, pp. 82-83

Stefano Pezzato, scheda in Marco Bazzini, Stefano Pezzato (a cura di), Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato. La collezione, Giunti, Firenze 2009, pp. 128-131

Erwin Wurm, Erwin Wurm Photographs, RVB, Parigi 2020